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Il Pd ha chiuso la campagna elettorale al Broletto

Ieri sera doppio incontro prima con le senatrici Monica Cirinnà e Anna Rossomando, poi davanti a un pubblico numeroso, con Giuliano Pisapia, capolista alle Europee

All’insegna dei diritti minacciati e con l’entusiasmo e l’ottimismo che un percorso insieme fra varie realtà del centrosinistra è stato ripreso: così il Pd ha concluso ieri sera nella cornice del Broletto con un duplice momento pubblico la campagna elettorale in città. Prima con le senatrici Monica Cirinnà e Anna Rossomando, organizzato da Sara Paladini, candidata alle regionali, quindi in serata davanti a un pubblico numeroso, con Giuliano Pisapia, capolista alle Europee.

Cirinnà ha lanciato una parola d’ordine: «Resistenza! Dobbiamo resistere per esistere, per dire che esistiamo. Perché c’è il rischio che questo pericoloso governo di destra cancelli diritti civili, delle donne, sulla sicurezza e sull’immigrazione».

Il tema era stato introdotto da Paladini, ricordando il mancato patrocinio del Comune al Pride del 14 settembre prossimo e «la sfida che abbiamo in Regione è che se vince Cirio i diritti di tutti gli ultimi non sarebbero più garantiti. E il governo ogni giorno alza l’asticella per mettere in discussione anche le politiche di genere. Ma in questi due giorni possiamo darci da fare perché l’alternativa all’odio è possibile».

D’accordo anche Rossomando che ha rilevato: «Al governo c’è la peggior destra di sempre. È molto ideologica e la Lega non fa gli interessi del Piemonte, ma lo ha abbandonato perché guarda al Nord Est». Inoltre «dobbiamo difendere quanto acquisito sul piano sociale ricordando che diritti civili e sociali sono inscindibili».

Inevitabile, quindi, un appello alla mobilitazione per il voto al Pd: «Cercate voti che valgono il doppio – ha detto Cirinnà – convincendo gli indecisi o chi non voleva votare o chi vuol scegliere i Cinquestelle. Convinceteli che il voto utile è uno solo perché solo il Pd può fermare Lega e M5S. Se prenderemo anche solo un voto in più del movimento di Di Maio dimostreremo di essere l’alternativa ai sovranisti, perché i Cinquestelle non sono diversi. Affermiamo che esiste una Italia che si batte per i diritti e per una società migliore».

 

 

E ha chiesto una coraggiosa operazione verità sull’immigrazione: «In Europa su 558 milioni di abitanti gli immigrati sono 1,5 milioni. Dove è il rischio? Dove è l’invasione? E in Italia sono una risorsa oltre a svolgere lavori che gli italiani non vogliono più fare, come in agricoltura, nel commercio ambulante o nella cura degli anziani. Sono 2,4 milioni di persone con occupazione regolare: rappresentano l’8,7% dell’apporto al Pil e portano 3,5 miliardi di Irpef e 11,9 miliardi di contributi. Bisognerebbe ripristinare i decreti sui flussi».

A tema l’Europa nel successivo incontro con Pisapia, presenti i tre candidati alle regionali, Paladini, Augusto Ferrari e Domenico Rossi. E se Ferrari ha spiegato la «posta in gioco di elezioni, anche regionali, con valenza nazionale, perché possono avviare l’inversione di tendenza del 4 marzo 2018. Dobbiamo dimostrare che una alternativa esiste», Rossi ha guardato all’Europa «dove è arrivata la consapevolezza che il contrasto alle mafie non è solo problema italiano e si parla di strategie transnazionali anche per il tema della confisca di beni».

Quindi l’intervento conclusivo affidato all’ex sindaco di Milano, ritornato alla ribalta della politica dopo un paio d’anni. «Oggi sono a rappresentare il ritorno di una novità: si torna ad andare insieme e a mettersi a disposizione». Cita il card. Martini e ricorda le candidature significative, in altre circoscrizioni alle Europee per il Pd, dell’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, e del “medico dei migranti“ di Lampedusa, Pietro Bartolo. «È stato ripreso il percorso di andare insieme, mancano ancora pezzi, ma i segnali sono importanti e avverto che sono rinati entusiasmo e impegno per evitare che i sovranisti possano continuare a governare». È l’essere «uniti nelle diversità», secondo le attese di Zingaretti, ma, avverte, «basta dire cose di sinistra. Ora bisogna fare cose di sinistra!».

Quindi l’Europa che è «sì lontana dai cittadini ma pure è al centro di grandi bugie che si dicono su temi cruciali ed epocali per distruggerla. Temi che da soli non potremmo affrontare. Per questo ci vuole un’Europa più forte e più giusta». Poi cita i finanziamenti europei, come i 366 miliardi a disposizione degli enti locali per interventi di coesione sociale e territoriale o i 140 per crescita e occupazione, «Noi diamo 13/14 miliardi all’anno ma ci può ritornare molto di più avendo idee e proposte».

Un problema, però, oggi «visto che abbiamo un governo che non riesce a rappresentarci e non ha credibilità. Allora dobbiamo far capire che l’Unione Europea a noi serve e che, senza, andiamo verso il baratro».

Anche da Pisapia l’appello conclusivo al voto: «Convincete chi è dubbioso a votare Pd! Il 20% degli elettori decide l’ultimo giorno. Cerchiamo di far evitare di buttar via voti».

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