Politica

Giacomo Rossi, segretario di Comune e Provincia

L'ultimo atto decisivo per la convenzione tra i due enti è stato votato a maggioranza ieri durante il consiglio comunale. In aula sono stati affrontati anche i temi riguardanti il mancato trasferimento del mercato ortofrutticolo e il piano di risanamento acustico

Giacomo Rossi è segretario generale del Comune di Novara (incarico ricoperto dall’insediamento della giunta Canelli, ma adesso “riformulato”) e anche della Provincia di Novara. La relativa convenzione (già approvata lo scorso 26 febbraio dal consiglio provinciale con numerose polemiche dai banchi  dell’opposizione) è stata votata a maggioranza (21 sì, Andretta compreso) anche durante il consiglio comunale di ieri.

Una convenzione che prevede, come già noto, un «rapporto parametrato sul tempo ma con la soddisfazione al 100% delle funzioni, pari al 70 in Comune e 30 in Provincia» secondo quanto spiegato dall’assessore al personale Federico Perugini, che ha ribadito: «Pur con la suddivisione su base temporale espleterà il 100% delle funzioni connesse al suo ruolo».

Per il Comune la convenzione rappresenta una diminuzione di spesa: «Il compenso lordo di 141 mila euro fino a ieri – ha spiegato ancora Perugini – da oggi diventa di 124 mila euro, con un risparmio per il nostro ente di 17 mila euro. Ma, sgombriamo subito il campo, l’elemento fondante della convenzione non è il risparmio, ma il buon funzionamento tra enti anche nei rapporti di organico e funzioni».

 

 

L’assessore ha anche spiegato che la convenzione discende da una legge del 2015 che consente la forma associata non solo tra Comuni e che un esempio si trova anche tra gli stessi enti di Cuneo nel rapporto 60/40. «Capofila della convenzione è il Comune, ciascun ente ha facoltà unilaterale di recesso e la scadenza è a fine 2021, cioè prima dei sei mesi in cui si rinnoverà l’amministrazione comunale».

Sulla convenzione il Movimento 5 Stelle ha proposto tre emendamenti (rapporto 60/40, richiesta che il segretario venga a relazionare periodicamente in aula, durata garantita di 10 anni), tutti bocciati, alcuni ritenuti non in linea con la legge.

Ampio il dibattito. Sul fronte di maggioranza per Valter Mattiuz «il Comune ha il dovere di aiutare l’altro ente a cui sono state tagliate le risorse ma lasciate le funzioni», per Angelo Tredanari «la convenzione va a favore di una miglior organizzazione» e per Ivan Degrandis «si creano nuove sinergie tra due enti importanti e in Provincia si risparmiano 94 mila euro».

Dal Pd Sara Paladini ha sottolineato che «si prevede in Comune la riduzione di lavoro del 30%, ma il risparmio dell’ente è solo del 12%. Vigileremo perché l’attività comunale prosegua senza ulteriori ritardi e rallentamenti che già si manifestano». Concetti ribaditi da Milù Allegra, espressi sia durante il consiglio provinciale che la commissione della scorsa settimana: «Il segretario ha in mano questioni importanti come Teatro Coccia, bando per la gestione delle mense, convenzione Castello ed altre già scadute. Ritengo che le funzioni apicali debbano essere a tempo pieno».

Mercato ortofrutticolo all’ingrosso, nulla di fatto sul trasferimento
A seguito di un’interrogazione presentata dal Pd si è appreso che «non è agli atti alcuna iniziativa di trasferimento del Mercato ortofrutticolo all’ingrosso» e che – parole dell’assessore Elisabetta Franzoni – nell’attuale struttura «la concessione di posteggio è il titolo che consente di svolgere l’attività commerciale; stante l’inagibilità non è possibile formalizzare un contratto». Sara Paladini si è dichiarata «assolutamente insoddisfatta» anche perché «le risposte riguardavano il commercio ma evidentemente questo tema non è affrontato dal suo assessorato» ed ha aggiunto: «È inaccettabile che gli operatori lavorino in una struttura senza agibilità e in condizioni di insicurezza e precarietà. Avete avuto tre anni per affrontare la questione. Non averlo fatto è grave. E sul mercato non c’è nulla a bilancio».

Rfi e il piano di risanamento acustico
Tra gli ordini del giorno è stato approvato all’unanimità quello affinché il Comune richieda a RFI di riconsiderare immediatamente l’attuale progetto di risanamento acustico, ovvero della posa di 15 km di barriere antirumore negli attraversamenti cittadini lungo le linee Torino-Milano e Alessandria-Arona.

Un tema già trattato in un’assemblea pubblica al centro Ipazia il mese scorso, in cui gli stessi residenti avevano mostrato contrarietà all’installazione per i disagi, anche sociali ed economici sul valore delle case, che ne deriverebbero. «Si prevedono barriere alte oltre 7 metri – ha spiegato l’assessore Franzoni – e noi avevamo richiesto di realizzarlo a tratti, con barriere trasparenti e ad altezza variabile. Ma tali prescrizioni non sono state prese in considerazione».

L’attuale progetto di RFI è considerato costoso (circa 20 milioni) e inutile anche in vista della realizzazione della gronda ferroviaria che eliminerebbe la quasi totalità dei treni merci sulla tratta interessata. Richiesto, su proposta di Paladini, anche un ulteriore tavolo di confronto con RFI.

 

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