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Gattico – Veruno, il derby elettorale tra passato e futuro

Il primo voto amministrativo nel "neo comune" costituito il 1 gennaio 2019. Due i candidati: Andrea Zonca, ex sindaco, e favorevole alla fusione; Federico Casaccio, anche lui ex primo cittadino, ma con una posizione più critica

Qualcuno, parafrasando un termine sportivo, l’ha già ribattezzato una sorta di…. “derby” fra il presente (proiettato al futuro) e il passato. Sta di fatto che in occasione dell’imminente tornata elettorale amministrativa per la prima volta si voterà per eleggere anche il sindaco di Gattico Veruno, il nuovo Comune “nato” ufficialmente lo scorso 1° gennaio dalla fusione dei due centri del Borgomanerese. E a sfidarsi per conquistare la poltrona di primo cittadino saranno in lizza due liste, “Unione è progresso”, guidata dall’attuale sindaco Andrea Zonca, e “InComune”, che punta le sue carte su una figura di esperienza come Federico Casaccio.

Abbiamo parlato di “derby” perché sotto certi aspetti la sfida riguarderà anche chi questa “unificazione” l’ha sostenuta, cioè Zonca, e chi, invece, si era schierato sul fronte opposto. Zonca, 43 anni, avvocato con studio associato a Novara, ha guidato l’Amministrazione gatticese per due mandati. La legge, visto che si tratta di un “nuovo” Comune, gli consente di presentarsi nuovamente: «Non voglio che qualcuno pensi subito a questo – ha voluto precisare – Sarei stato disposto a candidarmi unicamente come consigliere, però ho accettato e ora vorrei mettere a disposizione delle comunità l’esperienza maturata in questi dieci anni. Voglio dare una mano a costruire una nuova classe dirigente per Gattico e Veruno, anche per questo ho inserito nella lista tanti giovani, rispettando gli equilibri di genere e una rappresentanza del territorio».

Tornando al presente, la “fusione” avrebbe permesso ai due paesi di trarre vantaggi immediati: «Dal punto di vista economico si è registrato un risparmio e, al tempo stesso, la disponibilità (nel Bilancio approvato dal commissario, il viceprefetto Marco Baldino, ndr) di risorse per quanto riguarda la spesa corrente di 350 mila euro. Inoltre, attraverso una diminuzione dell’Irpef, per tanti sarà già scattata una diminuzione delle imposte». La nuova “macchina” amministrativa si è già quindi messa in moto, «per qualche tempo bisognerà convivere con qualche disagio, ma i cittadini delle due comunità hanno già avuto modo di capire che questa unione non potrà che portare benefici a tutti». A chi gli contesta che alla “fusione” si è proceduto nonostante il basso numero di partecipanti al referendum popolare, Zonca ha così replicato: «La gente, non votando, ha sotto certi aspetti scelto di delegare a chi li amministrava. Sono sempre convinto che si è trattata della scelta giusta».

Sul fronte opposto ecco Federico Casaccio, 68 anni, già in passato consigliere (sempre a Gattico), poi vicesindaco e infine primo cittadino sino a occupare un seggio in Provincia durante l’“era Nicolazzi”. Una figura di esperienza, senza dubbio, anche se un quesito sorgerebbe spontaneo: chi glielo ha fatto fare? «In effetti me lo sono chiesto anch’io – è stata la sua risposta – Potevo tranquillamente continuare a fare il pensionato, però alla fine ho accettato perché non volevo assolutamente che a questo appuntamento elettorale fosse presente un’unica lista. Anche a questi livelli è opportuno che una maggioranza che amministra si debba quotidianamente confrontare con una minoranza». Al momento del dibattito sul “pro” o “contro” la fusione, Casaccio si era schierato per la seconda opzione («Penso che unioni di questo genere debbano esserci nei centri piccolissimi, soprattutto in montagna») e ancora oggi contesta la decisione, assunta dall’Amministrazione uscente, nonostante le urne, a livello popolare, non avessero indicato una maggioranza per il “sì”: «Sia chiaro – ha voluto subito sgomberare però il campo – ormai indietro non si torna. Non lavoreremo certo per sciogliere questa “unione”, anche se non vedo tutto positivo come il mio avversario. Siamo in campo per fare quello che non è stato fatto. Nell’interesse dei cittadini».

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