Politica

Forza Italia – Forza Novara: matrimonio “bis” con le dita incrociate

Sozzani e Murante ricompongono la frattura del 2016. Ma serpeggia più di una perplessità

C’è una scena di un celebre film, “The Truman Show” con Jim Carrey, che racconta la storia del protagonista inconsapevole di uno show televisivo in cui è nato e cresciuto. Uno dei primi indizi che gli fanno intuire di essere prigioniero in un meccanismo diabolico è una fotografia, in cui è ritratto il suo matrimonio. Dopo tanti anni Truman si accorge che quella che pensa essere sua moglie teneva le dita incrociate durante il rito.

L’idea del matrimonio con le dita incrociate ci è ritornata potentissima questa sera alla conferenza stampa con la quale Diego Sozzani e Gerry Murante hanno annunciato il “ritorno a casa” del gruppo di Forza Novara, che si era staccato dalla “casa madre” in occasione delle elezioni amministrative, in dissenso dalla scelta della maggioranza del partito che aveva deciso di appoggiare Daniele Andretta. La storia successiva è nota: l’alleanza guidata da Alessandro Canelli si impose in quelle elezioni, Murante conquistò tre seggi in consiglio comunale e divenne presidente del consiglio comunale, mentre Forza Italia riuscì a mala pena a eleggere Michele Contartese.

Da quel giorno molta acqua è passata sotto i ponti. E stasera, nello spoglio negozio a cento metri dalla chiesa di S.Agabio che da qualche tempo è la sede cittadina di Forza Italia, si è celebrato un nuovo matrimonio.

Diego Sozzani ha spiegato i termini del nuovo “contratto di nozze”: Murante e i suoi rientrano nel partito. Avranno 4 posti nel direttivo provinciale con la vicesegreteria per lo stesso Murante e 4 posti nel direttivo cittadino, anche qui con la carica di vicesegretario per un loro esponente (che potrebbe essere Valter Mattiuz, attuale capogruppo di Forza Novara in comune). C’è poi una parte “ufficiosa” dell’accordo, di cui si sussurra anche tra i mlitanti e i dirigenti, che prevede una candidatura “blindata” al Consiglio Regionale per Murante nel 2019.

Sozzani parla di «fine della diaspora» e di «partito inclusivo», mentre Murante ha l’aria di chi ha vinto e rientra sotto il tetto comune camminando sul tappeto rosso. Benedice il tutto l’europarlamentare Alberto Cirio.

Tutto bene? Sembrerebbe di si. Ma a turbare il clima apparente da “volemose bene”, l’intervento acuminato come un pugnale di Anna Maria Mellone. Lei è attualmente segretario cittadino del partito. È stata assessore alle politiche sociali della giunta provinciale con Sozzani presidente, e sopratutto era la candidata “in pectore” il cui nome Sozzani aveva messo sul tavolo delle trattative con le altre forze del centrodestra, salvo poi toglierla di mezzo senza troppi scrupoli nel momento della rottura con Canelli e del patto con Andretta.

Mellone fa una sottolineatura molto esplicita: «io sono sempre stata di Forza Italia e non mi sono mai spostata». Dalla una parte della sala parte anche un piccolo applauso.

È la prova delle “dita incrociate”: quello firmato oggi è un patto di convenienza, che serve soprattutto ad uso della campagna elettorale di Sozzani, in cui però un po’ tutti rimangono sulle proprie posizioni.

Lo si capisce bene anche dalle dichiarazioni fatte a margine da parte dei consiglieri provinciali eletti nella lista “La Provincia in Comune” sostenuta da Forza Italia “ufficiale” che, secondo i dettami del patto sottoscritto, dovrebbero riunificarsi in un unico gruppo con l’altro troncone, quello sostenuto alle elezioni da Forza Novara dentro la lista “Provincia Protagonista”. Come scandisce Paolo Sibilia «noi abbiamo fatto sempre valutazioni amministrative, anche sostenendo il presidente Pd Besozzi e continueremo a fare cosi».

Qualche vecchia volpe del partito , da Ferrandi a Molfetta se ne vanno con un sorrisetto amaro sul viso.

Il matrimonio s’è fatto. Ma le dita incrociate…..

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