Ambiente Politica
«Ex Macello e Casa Bossi

«Ex Macello e Casa Bossi svincolati da Torino per accelerare il recupero»

Lo annuncia il sindaco Alessandro Canelli, che ha anche «già incontrato Arpa, per disporre nuove verifiche sullo stato dell'amianto all'interno del sito di piazza Pasteur e della relativa qualità dell'aria in zona, che saranno eseguite nei prossimi mesi»

«Ex Macello e Casa Bossi svincolati da Torino per accelerare il recupero». Lo annuncia il sindaco Alessandro Canelli, che ha anche «già incontrato Arpa, per disporre nuove verifiche sullo stato dell’amianto all’interno del sito di piazza Pasteur e della relativa qualità dell’aria in zona, che saranno eseguite nei prossimi mesi». Il sopralluogo ambientale era stato sollecitato nelle scorse settimane da alcuni residenti della zona (leggi qui), che aderiscono al Comitato spontaneo per la bonifica dell’ex Macello, dal momento che gli ultimi referti risalgono ormai al 2011.

La notizia dello “sganciamento” di Novara da Torino aveva fatto temere ai residenti che la volontà di velocizzare le operazioni di recupero potessero interessare solo Casa Bossi. «Ma non è così – sottolinea Canelli, che spiega – L’idea è di sganciare entrambi i siti novaresi dall’operazione che, attualmente, li vede inclusi in un pacchetto che comprende anche la Manifattura tabacchi di Torino. Il progetto è inserito in un project financing con Ream, che con i 3 siti avrebbe avuto un fondo di capienza più ampio. Il progetto per Novara è pronto e vogliamo accelerarlo. La partita, come è noto, è nelle mani del Demanio, che ha il ruolo di advisor».

Ma pochi giorni prima dell’annuncio un altro residente della zona di piazza Pasteur ha presentato un esposto in Procura, l’ennesimo negli ultimi 10 anni, facendo appello all’articolo 32 della Costituzione, il quale prevede che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e l’interesse della collettività”.

Perché questo nuovo esposto?
«Perché sinora l’impressione è che continuino a raccontarci ciò che vogliono, ma non si vedono risultati concreti – risponde l’autore – Nel 2018 avevamo incontrato il sindaco, grazie all’interessamento del Comitato per la bonifica per l’ex Macello: in quell’occasione ci aveva detto che se entro la fine dell’anno non avesse trovato investitori, avrebbe provveduto il Comune a intervenire per la bonifica, a spese proprie. L’obiettivo di questo esposto è sensibilizzare e sollecitare chi ha competenza sulla salute pubblica a prendere provvedimenti concreti».

Sinora nessuno si è mai sbilanciato a parlare di tempistiche precise sull’operazione, che è ancora tutta in divenire. «Se il progetto di conferimento con il project financing, che permetterà di intervenire con fondi privati, non si velocizza andremo a intervenire con fondi propri – ribatte il sindaco – Magari anche accedendo ai bandi regionali, che consentano di ottenere finanziamenti per le situazioni più urgenti. Capisco l’attesa e il desiderio di risposte da parte di chi vive in quella zona, ma per la prima volta dopo 10 anni ci sono un progetto e un iter avviato per la riqualificazione», conclude.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

AdnKronos

Luglio e agosto i mesi più critici

Luglio e agosto i mesi più critici

A rischio normali adolescenti che non percepiscono il pericolo Napoli, 14 giu. (AdnKronos Salute) – Con l’inizio delle vacanze scolastiche,