Economia Politica
Ex DeA, approvata la variante

Ex DeA, approvata la variante: «Cancellati un pezzo di storia e 100 posti di lavoro»

Via libera al progetto della maxi torre «che darà nuovi spazi anche alla ricerca scientifica e alla scuola di moda, portando nuova occupazione di alto profilo». Astenuto il Pd: «Nessuna garanzia per i 60 ex DeA e per i 40 di Lego service». Contrari i 5 stelle: «Sconcertati, in un progetto da 64 milioni avremmo dovuto pesare di più». In consigli anche i lavoratori e l'intervento del segretario generale Cgil Attilio Fasulo

Ex DeA, approvata la variante urbanistica per l’area di corso della Vittoria: via libera al progetto della maxi torre, in cui troveranno spazio aree produttive e residenziali. I 5 stelle hanno votato contro, mentre il gruppo Pd si è astenuto sostenendo una posizione di critica: «Con il voto di oggi cancelliamo un pezzo di storia di Novara: la legatoria e i suoi ultimi 100 dipendenti – ha dichiarato il capogruppo Rossano Pirovano – Nonostante siamo a favore di un progetto di riqualificazione urbana che va nella direzione che abbiamo sempre auspicato, allo stesso tempo quella è un’area produttiva dove ancora lavorano cento persone dipendenti di DeA e Lego service. Se anche i proponenti hanno dato garanzie per quanto riguarda DeA, lo stesso non è stato per per Lego service». Sul piatto, infatti, è finita anche la questione della scadenza del contratto di Lego service. L’assessore all’Urbanistica Elisabetta Franzoni ha provato a rassicurare, dopo una verifica telefonica: «Non sarà a marzo 2019, ma nel 2021-2022 secondo il proponente (De Agostini, ndr)». Parole che non hanno convinto le opposizioni.

«Avevamo chiesto di salvare i 60 ex dipendenti e anche su questo punto non ci sono state rassicurazioni – ha continuato Pirovano – Dunque pur condividendo la validità del contenitore, non siamo d’accordo sul contenuto: siamo molto preoccupati per chi ha perso il lavoro perché ancora una volta si vedrà beffato, ora c’è il rischio concreto che il lavoro venga perso anche da altre persone».

«Che fine faranno questi 40 lavoratori? – ha chiosato il capogruppo 5 stelle Mario Iacopino, che ha espresso voto contrario – Non è arrivata nessuna risposta, quella occupazionale è una questione che andava affrontata prima. Il progetto sociale (formazione per il reinserimento, leggi qui i dettagli, ndr) di DeA? Solo parole e nulla di scritto, partirà forse nel 2020, ma a marzo i dipendenti si troveranno senza reddito e senza diritto al prepensionamento. Sono sbalordito dal percorso e dall’impotenza politica locale. Avremmo dovuto pesare di più su progetto da 64 milioni».

Il consiglio è stato seguito in diretta da una delegazione di dipendenti DeA. Il tema occupazionale era talmente sentito che la seduta è stata sospesa per consentire l’intervento del segretario generale della Cgil Attilio Fasulo: «Chiediamo all’amministraziome comunale di proporre agli ex dipendenti DeA un’occasione degna al di fuori del progetto di riqualificazione dell’area in quanto i tempi di realizzazione di quest’ultimo non coincidono con le aspettative economiche di queste persone. Per questi lavoratori – ha continuato – a marzo scade l’ultimo ammortizzatore sociale dopodiché non avranno più nulla in termini di reddito. Non abbiamo dubbi sulla validità del progetto,visto anche l’incremento dei posti di lavoro, ma chiediamo attenzione oltre che alla quantità anche alla qualità del lavoro».

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La maggioranza ha votato l’approvazione della variante, sottolineando «l’importanza del progetto, che darà nuovi spazi anche alla ricerca scientifica, alla scuola della moda: lavori di alto profilo», come ha dichiarato Arduino Pasquini. Fra i banchi la consapevolezza che «se bocciassimo la variante perderemmo anche l’occasione di nuovi posti di lavoro, dunque una doppia perdita».

Nel corso della mattinata il sindaco Alessandro Canelli è sceso in strada per incontrare anche i lavoratori che non erano saliti in sala consiliare e si è impegnato a trovare altre soluzioni alternative per la loro ricollocazione professionale.

Elena Ferrara
Cecilia Colli

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