Politica

Il diavolo e l’acqua santa… alla Barriera Albertina

A poche ore di distanza nello stesso luogo presentate le liste del "Popolo della Famiglia" e l'edizione novarese del Gay Pride

Due facce di Novara diametralmente opposte. Da una parte il Popolo della famiglia che apre ufficialmente la campagna elettorale con un programma incentrato su «famiglia, vita ed educazione» e dall’altra l’associazione Novara Arcobaleno che presenta il Gay pride, il primo in assoluto per Novara e il primo del 2018 in tutto il Nord Ovest, che andrà in scena il prossimo 26 maggio. Due eventi che, solo per una pura coincidenza, arrivano contemporaneamente alla ribalta delle cronache locali. E che, sempre per pura causualità, sono stati presentati entrambi alla Barriera Albertina, a distanza di poche ore l’uno dall’altro.
Il Popolo della famiglia punta a superare lo scoglio del 3% per entrare in Parlamento e «dare una casa a chi non potrebbe votare per nessun altro», soprattutto dopo «lo scempio condotto dal Pd fra l’approvazione delle leggi sulle unioni civili, sul testamento biologico e sull’introduzione delle cosiddette teorie gender a scuola», a cui il movimento si è opposto sin dall’inizio, come sottolineato dal segretario nazionale del movimento Gianfranco Amato e dal presidente del circolo novarese Alberto Cerutti.
A fargli involontariamente da contraltare l’associazione Novara Arcobaleno, che sottolinea la propria natura «laica, antifascista, apartitica e apolitica» e che con il Novara pride «R-Esistenze Arcobaleno», a 5 anni dalla fondazione, vuole «dire chiaramente che non c’è bisogno di nascondersi, ma che bisogna vivere senza compromessi». Iniziativa in cui è affiancata da Amnesty international- gruppo 046 Novara e da Sermais, ma che ha già creato dibattito all’interno dell’associazione stessa. «Ci sono due correnti di pensiero nella comunità Lgbt – spiegano Alessandro Antonini e Laura Galasso, presidente e vicepresidente di Novara Arcobaleno – Una pensa che il gay pride sia superato e una manifestazione più che altro carnevalesca, ma noi pensiamo che invece sia una tradizione importante e che possa essere un’occasione in cui non serve mascherarsi, per sembrare altro. Anzi, sarà un momento in cui ciascuno potrà mostrare com’è realmente». L’organizzazione è appena partita, ma a breve sarà attivata anche una raccolta fondi, tramite il sito BuonaCausa.org, mentre su Novarapride.it sarà attivata una sezione per le associazioni del territorio che intendono sostenere l’evento.
Non è difficile immaginare che il movimento del Popolo della famiglia non sarà fra queste. Il circolo novarese ha scelto di puntare su Caterina Zadra, imprenditrice che vive a Novara da 23 anni, dopo un lungo soggiorno all’estero e che nella scorsa tornata elettorale per le comunali si era candidata nella lista civica di Silvana Moscatelli, che appoggiava Alessandro Canelli della Lega Nord. Partito verso cui il segretario nazionale Amato, a Novara, non ha risparmiato critiche: «Ora tutti parlano di famiglia come tema centrale in campagna elettorale, da Di Maio, alla Boschi, fino a Salvini e Meloni. A noi nel 2016 era stato detto che eravamo fuori tema». Ma, a scanso di equivoci, Amato e Cerutti hanno già assicurato che «non è previsto alcun apparentamento. Al massimo potremmo essere una forza che, dall’esterno, potrebbe dialogare con il centro destra per tutelare i valori cari ai nostri sostenitori».

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