Politica

Dal Pd via libera a una maggioranza ‘alternativa’

Genoni: «Il nostro partito unito per il bene del Paese». Ballaré: «La paura nei confronti di Salvini più forte di tutto»

Il Partito Democratico ha ritrovato, almeno in questo momento, la sua unità. Una
posizione raggiunta stamane a Roma in occasione della Direzione Nazionale del partito
e che, al termine dei suoi lavori, ha visto l’approvazione all’unanimità, dopo la relazione
del segretario Zingaretti, di un ordine del giorno in merito all’apertura formale della crisi
di Governo dopo le dimissioni di Giuseppe Conte.

Nel documento la fine dell’esperienza ‘giallo-verde’ alla guida del Paese viene
giudicata come “lo sbocco naturale e necessario del fallimento della maggioranza,
responsabile di una paralisi dell’economia, di un impoverimento diffuso, di un tessuto
imprenditoriale ulteriormente provato e di un isolamento senza precedenti dell’Italia
sulla scena europea”. In questa fase, si può leggere ancora, il Pd “rivolge un appello alleorganizzazioni territoriali affinché sviluppino il massimo della mobilitazione e della iniziativa democratica in un passaggio particolarmente delicato per il futuro del Paese”, ma soprattutto “ripone la massima fiducia nell’azione del presidente Mattarella”.

 

 

 

Due gli scenari possibili, che la delegazione del partito porterà al Quirinale per le consultazioni con il capo dello Stato: in assenza “di una chiara e solida maggioranza espressione del Parlamento attuale lo sbocco naturale della crisi siano nuove elezioni”; oppure “concentrare la propria iniziativa per l’avvio di una fase politica nuova e la verifica di
un’altra possibile maggioranza parlamentare in questa legislatura”. Spiraglio aperto a
una possibile alleanza con i “grillini”? In ogni caso il Pd ha voluto mettere nella propria
agenda l’impegno e l’appartenenza leale all’UE per un’Europa profondamente
rinnovata, “dei diritti, delle libertà, della solidarietà e sostenibilità ambientale e sociale”,
oltre “a una svolta delle ricette economiche e sociali”.

I “dem”, in sostanza, hanno manifestato la loro disponibilità ad un eventuale governo all’insegna della “discontinuità” rispetto a quello precedente, assumendosi la responsabilità a dar vita a un nuovo Esecutivo “su un’ampia base parlamentare”, per dare “una svolta alla
Legislatura”.

«E’ terminato – questa la valutazioni conclusiva di Giuseppe Genoni, unico esponente
novarese della Direzione Nazionale del Pd – uno dei peggiori Governi della nostra
repubblica. Un Esecutivo che ha fermato l’economia, aumentato le tasse, creato un
condono e che, soprattutto, ha costruito un clima di odio all’interno del Paeese».
Per il presidente dell’Arc Matteo Salvini, ha tentato «l’azzardo del “voto subito”, che
avrebbe portato la certezza di un aumento dell’Iva a tutti gli italiani e il rischio di una
uscita dell’Italia dall’euro e dall’Europa. E’ stato riconosciuto invece da tutti che la
“mossa” di Renzi (che ha proposto un Governo istituzionale con tutte le forze alternative
alla Lega, ndr) ha fermato gli atteggiamenti esagerati del leader del “Carroccio”. Oggi –
ha concluso Genoni – il Pd è tutto unito per il bene del Paese, ed auspica la nascita di un
​Governo che gli aumenti stipendi e salari, che aiuti le imprese e che prima di tutto
cancelli il vergognosi decreto sicurezza da poco approvato».

Da Novara ha seguito i lavori con un particolare interesse anche l’ex sindaco Andrea
Ballaré: «Ero molto preoccupato per la deriva che il Paese stava prendendo a causa di
questo Governo – ha detto – Salvini rappresentava un problema non solo dal punto di
vista democratico, perché stava agendo nel profondo, creando odi e inimicizie,
isolandoci a livello internazionale, cercando alleanze verso un mondo che non ci
appartiene, soprattutto dopo la sua affermazione della ricerca dei “pieni poteri”».
Per Ballaré, insomma, «di fuori di ogni aspetto economico e sociale, sono gli
atteggiamenti di Salvini ad essere pericolosi. Questo personaggio deve essere contrasto
fortemente. Da qui anche una mia convinzione: ancora una volta Matteo Renzi ha avuto
un’intuizione strategica. Quella di cercare di trovare un accordo proprio con i
“penstellati”, con quelli che ci hanno insultati sino a ieri».

Da Roma a Novara il passo è breve: «Nel nostro piccolo panorama i punti di contatto
potrebbero essere molti – ha voluto aggiungere, alludendo ai rapporti a Palazzo Cabrino
fra i gruppi del Pd e quelli del Movimento 5 Stelle, impegnati entrambi nell’opposizione
al sindaco Canelli – Guardiamo avanti e non indietro. Individuiamo i temi più importanti
e lavoriamo in modo di consentire al tempo stesso a noi del Pd di organizzarci e di
metterci nelle condizioni di affrontare fra due anni le elezioni ad armi pari. La paura di
Salvini è più forte di tutto il resto».

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