Politica

Congresso provinciale Pd, per sei voti la segreteria va a Cornalba

Un'elezione frutto di un accordo raggiunto quasi in extremis con il gruppo Franca Biondelli - Matteo Besozzi. Il favorito Uboldi ha conquistato 42 voti a fronte dei 48 andati alla neo eletta. Un risultato che testimonia ancora una volta la profonda lacerazione esistente fra i dem novaresi

Ilaria Cornalba, 36 anni, ceranese, è la nuova segretaria provinciale del Partito Democratico. E’ stata eletta nel tardo pomeriggio di oggi, domenica 1 dicembre, dall’Assemblea dei “grandi elettori”. Un vero e proprio ballottaggio, resosi necessario in quanto, a norma di statuto, nessuno dei candidati in lizza al termine dei congressi di circolo aveva ottenuto la maggioranza assoluta. L’elezione di Cornalba è stata frutto di un accordo raggiunto quasi in extremis fra la sua componente e quella che, avendo come riferimento il gruppo Franca Biondelli – Matteo Besozzi, aveva presentato nella corsa alla segreteria il giovane borgomanerese Simone Calderoni.

 

 

Nulla da fare, invece, per Marco Uboldi: il consigliere provinciale e comunale trecatese, che partiva con 37 “voti” (a fronte dei 36 di Cornalba e dei 27 di Calderoni), è sì uscito alla fine battuto, ma nel segreto dell’urna è riuscito a conquistare 42 voti a fronte dei 48 andati alla neo eletta (90 sono stati infatti i votanti e le schede sono risultate tutte valide). Nella sostanza si è ripetuto in chiave locale quanto avvenuto dodici mesi fa in occasione del congresso regionale, quando un accordo fra il secondo e terzo aveva portato all’elezione di Paolo Furia, presente all’appuntamento novarese.

Un risultato che, di fatto e nonostante le buone intenzioni udite un po’ da tutti, testimonia ancora una volta la profonda lacerazione esistente fra i dem novaresi. E lo si è potuto notare dal nervosismo e da non pochi momenti di tensione andati in scena, negli interventi al microfono (come quello del segretario novarese dei GD Mattia Colli Vignarelli) e quelli nei corridoi…

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Da parte sua Ilaria Cornalba, nel suo intervento iniziale e in quello di ringraziamento poi, ha parlato di «fiducia come bene più prezioso che intendo onorare con tutto l’impegno che posso metterci». E lei, che fino all’ultimo aveva auspicato un esito “unitario” dell’assise congressuale, ha però ammonito tutti: «Da domani mattina si lavora tutti insieme affinché il clima sia decisamente più sereno, in modo che il Pd torni a essere un partito al quale siamo orgogliosi di appartenere».

Compito non facile, con una minoranza forte, agguerrita, che non si sente affatto battuta («Il vincitore morale è Uboldi», si è infatti lasciata scappare alla fine una delegata). Però, come ha sottolineato la consigliera comunale Sara Paladini, occorre ricordarsi «che il nemico è il centro destra e non nel nostro partito. E che dobbiamo tornare a interloquire con le persone». Un cammino che già si prevedeva in salita e che adesso rischia di trasformarsi in una vera e propria scalata.

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