Economia Politica

Banca Etica, il comune avrebbe potuto conservare la quota

Una norma inserita nella legge di bilancio dello scorso anno esclude gli investimenti in finanza etica dall'elenco delle partecipazioni che gli enti locali sono tenuti a dismettere. E i soci novaresi della Banca scrivono al sindaco: «Rivedete la decisione»

Il Comune di Novara non aveva l’obbligo di cedere la piccola quota azionaria, del valore di circa 7000 euro, di Banca Popolare Etica, il primo e più importante istituto bancario ispirato ai principi della finanza etica. Esiste infatti una norma,  inserita nella legge di bilancio per il 2018, approvata in via definitiva il 23 dicembre 2017  che modifica il “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica” (Dlgs n. 175 del 2016) che aveva introdotto l’obbligo per gli enti locali di dismettere tutte le partecipazioni “non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali”.  La modifica alla cosiddetta “Legge Madia” esclude gli investimenti in finanza etica dall’elenco delle partecipazioni obbligatoriamente da dismettere.

Una norma di cui, evidentemente, il Comune di Novara non ha tenuto conto. Tant’è che la quota di Banca Etica è stata messa all’asta tra giugno e luglio di quest’anno. Preso atto che la gara è andata deserta, il comune ha provveduto ad esercitare il diritto di recesso, chiedendo il rimborso del valore della propria quota. Una delibera in tal senso è stata approvavata lo scorso 23 ottobre. Banca Etica ha 180 giorni di tempo per liquidare le spettanze del Comune.

Ma c’è chi chiede al comune di ritornare sui suoi passi: son i circa 100 soci novaresi di Banca Etica. La coordinatrice del gruppo, Cinzia Spilinga, ha scritto in questi giorni al sindaco Alessandro Canelli, chiedendogi di ripensare alla scelta compiuta, appellandosi proprio alla modifica della legge Madia che libera il Comune dall’obbligo di cedere la partecipazione.

«Il mantenere la partecipazione – scrive Spilinga –  dimostrerebbe quanto al Comune e alle persone che ora lo guidano, sta a cuore l’educazione alla finanza etica, lo stare al fianco delle persone che oggi, per esempio a scuola o nel mondo delle associazioni, si impegnano sul fronte della lotta all’usura, al sovraindebitamento e che educano all’uso responsabile del denaro. Questo invito ha ancor più significato proprio perché fatto oggi in occasione del “Mese della finanza etica”, momento in cui, in tutto il territorio italiano ed europeo, le socie e i soci di Banca Etica organizzano iniziative di sensibilizzazione al tema».

 

  1. Don Ezio Fonio

    Evidentemente non si tratta di scrupoli giuridici né di un investimento troppo oneroso per il Comune, ma di una scelta politica in linea con l’Etica del partito di riferimento del Sindaco…

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