Politica

Autonomia differenziata, scontro fra Regione e Governo

Il presidente Cirio ha inviato al neo ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, la documentazione: «Non ho dubbi che saprà svolgere l’incarico ricevuto con equilibrio ed efficacia nell’interesse dei nostri territori»

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha inviato al neo ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, la documentazione sulla richiesta di maggiore autonomia differenziata approvata il 9 agosto scorso dalla Giunta ed attualmente all’esame del Consiglio regionale.

«Non ho dubbi che saprà svolgere l’incarico ricevuto con equilibrio ed efficacia nell’interesse dei nostri territori – scrive Cirio – Avendo apprezzato la sua intenzione di visitare le Regioni e incontrare i presidenti, mi permetto di raccogliere subito tale disponibilità invitandolo in Piemonte non appena la sua agenda lo consentirà».

 

 

Il documento del Piemonte chiede di avere dal Governo maggiore autonomia differenziata su tutte le 23 competenze previste dagli articoli 116 e 117 della Costituzione e maggiori poteri legislativi e amministrativi su gran parte delle 13 materie già indicate dalla precedente amministrazione. «Potenziare la nostra richiesta di autonomia era uno dei primi impegni del nostro governo e ora vogliamo affiancarci a Lombardia e Veneto nel rivendicare da Roma quello che spetta al Piemonte», ricorda il presidente.

Due le novità principali che sono state inserite: la richiesta di nuove materie (Commercio con l’estero, Ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi, Organizzazione della Giustizia di Pace, Agricoltura, Protezione della fauna e dell’esercizio dell’attività venatoria, Ordinamento sportivo, Ordinamento della Comunicazione, Casse di risparmio e Casse rurali, Produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, Alimentazione, oltre ad una specifica attenzione per le politiche di sviluppo e promozione delle aree montane) e di maggiori poteri sulle varie materie, inclusa la gran parte di quelle già richieste al Governo, come, tra gli altri: trasferimento di funzioni amministrative relative agli interventi per la gestione del rischio sismico; affidamento al presidente della Giunta regionale, quale autorità territoriale per l’emergenza e la ricostruzione, del potere di emanare ordinanze in deroga alla normativa statale quando si verificano o stanno per verificarsi eventi calamitosi di rilevanza sostanzialmente regionale; riconoscimento alla Regione della competenza per emanare norme per attività di prevenzione e dissesto idrogeologico comprendenti anche la pulizia degli alvei nei fiumi; disciplina dell’organizzazione e del rapporto di lavoro del personale dirigente, docente, amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche e formative regionali, nel rispetto delle disposizioni statali in materia di ordinamento civile e dello status giuridico del personale della scuola, con particolare riguardo all’adozione di interventi sul personale docente, ivi compresa la definizione dei criteri per l’attività di reclutamento regionale e la sua successiva attuazione; trasferimento delle funzioni amministrative per la concessione dei contributi destinati alle scuole paritarie presenti in Piemonte.

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