Politica

Atc, Marchioni: «La mia inconferibilità? Questioni di lana caprina»

In Regione scoppia il caso sulla presunta incompatibilità di Marco Marchioni, nominato in quota Lega, alla presidenza dell’Atc Piemonte Nord. E c'è chi dice che il polverone sia stato sollevato da una certa parte della stessa area politica di centro destra

In Regione scoppia il caso sulla presunta inconferibilità di Marco Marchioni alla presidenza dell’Atc Piemonte Nord. L’avvocato di Baveno, indicato dalla Lega, fortemente voluto dal capogruppo alla Camera Raffaele Molinari, secondo qualcuno (malelingue dicono che sia una certa parte della stessa area politica di centro destra) non potrebbe assumere la guida dell’Agenzia territoriale della casa.

 

 

Il perché è presto spiegato. Secondo il decreto legislativo 29/13 non possono essere affidati incarichi di amministrazione in un “ente pubblico di livello regionale” a chi nell’anno precedente abbia fatto parte di una Giunta o di un Consiglio provinciale o comunale con una popolazione superiore ai 15 mila abitanti o “di una forma associativa tra Comuni avanti la medesima popolazione” nella stessa regione. Marchioni fino a qualche giorno fa sedeva sui banchi della minoranza a Baveno (poco meno di 5 mila i residenti) ed era presidente del Consiglio dell’Unione Montana Cusio e Mottarone, ente in questo caso che riuniva sotto si sé più di 15 mila abitanti.

Per il diretto interessato, però, questo problema non sussisterebbe e lo liquida come «una questione di “lana caprina” – spiega -. L’inconferibilità è prevista per strutture in cui il presidente abbia incarichi di gestione diretta, cosa che non riguarda l’Atc, dove gli organi di nomina politica hanno di fatto un ruolo di rappresentanza, mentre i compiti fondamentali sono demandati alle figure tecnico – amministrative, partendo dal direttore generale». E cita a tal proposito una delibera dell’Anac (l’Autorità nazionale anti corruzione) del novembre 2016, chiamata a esprimere un parere su una situazione identica a quella attuale.

«Se così non fosse – prosegue Marchioni – non avrei neppure avuto titolo per entrare a far parte del Cda dell’Atc, cosa che invece è avvenuta senza alcun problema». E adesso? «Mi sono dimesso – conclude – dagli incarichi che ricoprivo e attendo gli sviluppi da Palazzo Lascaris. Mi auguro che i funzionari di Torino si documentino esaminando con attenzione lo Statuto dell’Atc e le delibere dell’Anac prima di pronunciarsi. Io attendo fiducioso».

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