Politica

ATC all’attacco del Comune: «Sulle morosità nessun risultato reale»

Conferenza stampa del presidente Genoni, con l'assessore regionale Ferrari, con una lettura del problema case popolari opposta a quella di Canelli

Una “narrazione” dell’universo complesso delle Case Popolari, quella messa in campo questa mattina dal presidente di Atc Piemonte Nord, Giuseppe Genoni e dall’assessore regionale alle politiche sociali Augusto Ferrari, radicalmente opposta a quella espressa nei giorni scorsi dal Sindaco Canelli.
Canelli, presentando la nuova graduatoria aveva enfatizzato come nocciolo del problema la presenza di un elevato numero di stranieri, additando questa situazione come fonte di un grave squilibrio sociale.
Genoni e Ferrari – che peraltro hanno rilevato come la percentuale di stranieri in graduatoria sia oggi sostanzialmente la stessa rispetto alla graduatoria 2012 (64% oggi contro il 65% del 2012) – rimandano la palla nel campo opposto.
«Ci troviamo di fronte – dice Genoni – all’effetto combinato di due scelte fatte dal Comune: quella di riservare il 50% delle case disponibili alle assegnazioni per le persone che si trovano negli elenchi della emergenza abitativa. È chiaro che in questo questo modo, si riduce la disponibilità di alloggi e chi è in graduatoria è evidentemente penalizzato. L’altra scelta assunta dal Comune che condizionerà pesantemente l’andamento delle assegnazioni, è quella di chiudere l’ex campo Tav. E così 61 residenti al centro di accoglienza sono collocati nei primi 107 posti in graduatoria. Calcolando che quest’anno assegneremo una quarantina di alloggi, ci vorranno almeno due anni e mezzo per dare spazio anche ad altre persone».
Il tema forte di scontro è poi quello della gestione delle morosità colpevoli. «La situazione è evidente: il 40% degli assegnatari delle case popolari non pagano l’affitto. Abbiamo un migliaio di richieste di decadenza presentate. Sono stati avviati tavoli, che però vanno a rilento perché gli uffici dei servizi sociali comunali non hanno forza di smaltire l’arretrato. Sono stati sottoscritti piani di rientro che però già non vengono rispettati»

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