Politica

“Appare” Graziosi, è polemica in commissione

Un pasticcio degli uffici sulla proroga dell'Atl, una battibecco infinito con la minoranza, e un po' di freddezza della maggioranza: mattinata difficile a Palazzo Cabrino per l'assessora al turismo:

Non è stata una mattinata facile, quella di martedì 12 dicembre, per l’assessore al turismo e al marketing territoriale del Comune di Novara, Valentina Graziosi.

Costretta da una scadenza improrogabile a convocare per la prima volta in terza commissione dopo un anno e mezzo di amministrazione, la giovane scelta da Alessandro Canelli come “tecnico” per guidare l’area della promozione turistica, si è trovata prima a dover giustificare un gigantesco pasticcio degli uffici, poi ha subito l’attacco frontale del Partito Democratico e alla fine ha dovute registrare anche qualche freddezza della sua maggioranza.

Bilancio, quindi, decisamente magro.

Ma andiamo con ordine.

La vicenda che ha avuto il suo “climax” nella seduta della commissione nasce dall’esigenza di una modifica dello statuto del consorzio di enti “azionisti” dell’Agenzia turistica locale, l’Atl presieduta in questi anni da Maria Rosa Fagnoni. Il consorzio va a scadenza il 31 dicembre 2017, tra 19 giorni. La proroga si è resa necessaria per consentire l’attuazione graduale della riforma del governo dell’attività turistica così come previsto nella legge regionale n. 4 del 2016.

La delibera di proroga è già stata votata da tutti gli altri componenti del consorzio (Regione, Provincia di Novara, diversi comuni del territorio). Buon ultimo il Comune di Novara.

Ed ecco il “pasticciaccio”: il 13 novembre gli uffici dell’Atl inviano all’ufficio turismo del Comune una email in posta certificata che contiene il testo della delibera di proroga, con l’invito a metterla all’ordine del giorno per l’approvazione in tempo utile. «Il messaggio email – ha dovuto ammettere l’assessore – è rimasto dimenticato nella casella dell’ufficio. Nessuno me ne ha parlato, fino a quando, il 29 novembre, è stata la stessa Atl a sollecitare l’attenzione in merito».

Tutto a posto? Nemmeno per sogno. In base ad una interpretazione data non si sa da chi l’assessore Graziosi – che sul responsabile di questo clamoroso misunderstanding ha mantenuto un imbarazzato silenzio  – è stata indotta a pensare che la faccenda potesse essere sbrigata con una delibera di giunta. Anzi, a Palazzo Cabrino si sussurra che la delibera confezionata in fretta e furia sarebbe stata effettivamente portata in giunta lo scorso martedì. In quella sede però è emerso chiaramente che non sarebbe stato possibile procedere, che la delibera sarebbe dovuta passare in consiglio comunale e di conseguenza anche in commissione. Apriti o cielo: i tempi per una convocazione “regolare” (cinque giorni lavorativi) non ci sono  più, complice il ponte dell’Immacolata. Alla povera Graziosi non resta confidare nella cortesia istituzionale dei consiglieri.

Della questione si parla nella riunione dei capigruppo svoltasi lunedì 11: le minoranze chiedono il passaggio in commissione  e accettano una convocazione “fuori sacco”, che viene fissata, appunto, per la mattina di martedì.

L’imbarazzato racconto del percorso accidentato con cui si è arrivati all’inserimento della proroga, con cui Graziosi  ha aperto la seduta di commissione è stato solo il preludio del fuoco di fila con cui in particolare i consiglieri del Pd (presenti Rossano Pirovano, Sara Paladini e Tino Zampogna) hanno attaccato l’assessore.

«È la prima volta – ha esordito Paladini che nella precedente amministrazione ha gestito le stese deleghe – che in un anno e mezzo vediamo l’assessore in commissione. Non c’è stata mai occasione per ragionare delle politiche che questa giunta intende realizzare per la promozione turistica della città»

«Noi voteremo favorevolmente alla proroga – ha ribadito Pirovano – ma troviamo sconcertante che in tutti questi mesi l’assessore non abbia ritenuto necessario un confronto con il consiglio comunale. E per di più questa prima occasione è nata quasi per coso, dentro una situazione ingarbugliata salvata solo grazie alla disponibilità dei consiglieri di minoranza. Si poteva comunque cogliere l’opportunità per un momento di dialogo e di approfondimento più generale».

Anche il capogruppo di Energie per l’Italia, Daniele Andretta ha definito «un grave errore» la modalità di gestione della delibera da parte dell’assessore, che ha corso il rischio di determinare lo scioglimento dell’Atl. E tutto questo non può finire a tarallucci e vino».

Gli attacchi dell’aula hanno generato un evidente nervosismo nell’assessore, che si è lasciata scappare anche qualche risposta piccata di troppo («ho preso nota – ha detto a denti stretti – dei vostri consigli, adesso finalmente saprò come fare l’assessore»).

Nervi tesi anche perchè non sarà sfuggito all’assessore la complessiva freddezza degli interventi “in difesa” dei consiglieri di maggioranza e, soprattutto,  il tono dell’intervento del consigliere della Lega Mauro Franzinelli che non ha mancato di far notare come la seduta sia stata una occasione sprecata per avviare una riflessione sul futuro del’Atl, «visto – ha detto Franzinelli – che la legge regionale sembra preludere ad accorpamenti che potrebbero essere dannosi per il nostro territorio»

Il volume alto delle voci e gli strascichi dei  battibecchi hanno accompagnato la conclusione della seduta gestita in modo piuttosto approssimativo dalla presidente Laura Bianchi (che sul finale ha anche manifestato qualche inaccettabile insofferenza sulla presenza e sul ruolo della stampa – ndr).

Mercoledì si replica in consiglio comunale

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