Cronaca In provincia Politica

Ambiente in primo piano nella seduta di consiglio provinciale

Lo smaltimento dell'amianto lungo una strada tra Vespolate e Nibbiola, la chiusura della discarica di Ghemme e la "Cartiera" di Momo sono stati al centro della discussione di questa mattina

Ambiente in primo piano nella seduta di stamattina del consiglio provinciale. Tre interrogazioni presentate dal gruppo di minoranza “La Provincia in Comune” chiedevano il punto sulla situazione relativa ad altrettante problematiche che si stanno trascinando da tempo: lo smaltimento dell’amianto lungo una strada tra Vespolate e Nibbiola, la chiusura della discarica di Ghemme e la “Cartiera” di Momo.

 

 

Le tre risposte, dettagliate dal punto di vista tecnico quelle fornite dal presidente, Federico Binatti, non hanno convinto i consiglieri di minoranza. Emanuela Allegra, dopo aver comunque ringraziato per aver offerto al gruppo di centro sinistra la presidenza (andata al consigliere Marco Uboldi) proprio della Commissione Ambiente, ha comunque richiesto una sua convocazione a breve «proprio perché abbiamo bisogno di approfondire la situazione. Lo smaltimento dell’amianto in quel territorio – ha detto Allegra – è una problematica che si sta trascinando dal 2003 (alla guida di Palazzo Natta c’era allora Maurizio Pagani, ndr); per quanto riguarda la discarica, il Comune direttamente interessato ha ricevuto un finanziamento di un milione di euro, mentre per quanto riguarda la “Cartiera” sappiamo che vi sono delle criticità, ma anche l’esigenza di conciliare ambiente con la tutela di posti di lavoro. È importante trovare i giusti equilibri».

Sempre Allegra ha poi voluto soffermarsi sul bando riguardante l’assunzione di un dirigente “tecnico” proprio nel settore Ambiente: «Nel documento di gara – ha proseguito – si legge che i candidati devono essere in possesso appunto di lauree appunto di carattere tecnico, da quella ingegneristica sino a quella in geologia. Attingendo da un regolamento fermo al 2001 è stata però prevista anche quella in Giurisprudenza. Pensiamo che la Provincia, avendo già un’avvocatura interna, un segretario generale e un dirigente, debba “spingere” su una figura esclusivamente tecnica, in quanto le competenze giuridiche risultano già coperte».

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