Politica Regionali

Alberto Cirio è ufficialmente il nuovo governatore del Piemonte

Il nuovo Consiglio dovrebbe insediarsi il primo giorno non festivo della terza settimana successiva al completamento delle proclamazioni. Dunque martedì 25 giugno (lunedì 24, San Giovanni Battista, è festa patronale a Torino) o, nella peggiore delle ipotesi, il 1° luglio.Ora è il “toto assessori” a continuare a tenere banco, con il neo presidente impegnato nel difficile compito della quadratura del cerchio fra forze politiche, eletti e non, e rappresentanze di genere

Dalle 18.31 di ieri Alberto Cirio è ufficialmente il nuovo presidente della Regione Piemonte. Il verbale è stato controfirmato dalla presidente dell’Ufficio centrale regionale della Corte d’Appello di Torino, Clotilde Ferro. Sempre per chi ama certi “numeri” si appunti che i voti validi e definitivi attribuiti all’europarlamentare uscente, candidato primo classificato alla consultazione elettorale di due domeniche fa, sono stati 1.091.081, quasi metà delle schede valide.

«Ringrazio tutti i piemontesi, chi mi ha votato e anche chi non lo ha fatto, perché per dare alla nostra regione un’altra velocità servirà l’aiuto di tutti. Questo per me è un grande onore, ma anche una grande responsabilità», questa la prima dichiarazione che lo stesso Cirio ha voluto rilasciare, dopo che la notizia proveniente dal capoluogo subalpino lo aveva raggiunto con un semplice sms mentre si trovava a Biella, ospite di un’assemblea pubblica promossa dagli industriali locali.

Con la proclamazione del neo eletto sono a questo punto scattate tutte le procedure previste, dal passaggio formale delle consegne con il presidente uscente Sergio Chiamparino ai dieci giorni entro i quali Cirio dovrà formare la nuova Giunta, che dovrà essere composta al massimo da undici assessori, di cui uno assumerà la carica di vicepresidente (quello uscente era il verbanese Aldo Reschigna). Quelli “esterni”, non eletti cioè nell’assemblea di Palazzo Lascaris, non potranno essere più di tre. Il nuovo Consiglio dovrebbe insediarsi il primo giorno non festivo della terza settimana successiva al completamento delle proclamazioni. Dunque martedì 25 giugno (lunedì 24, San Giovanni Battista, è festa patronale a Torino) o, nella peggiore delle ipotesi, il 1° luglio.

Ma al di là di questo è il “toto assessori” a continuare a tenere banco, con il neo presidente impegnato nel difficile compito della quadratura del cerchio fra forze politiche, eletti e non, e rappresentanze di genere. Stando al “si dice”, i novaresi chiamati a fare parte della “squadra di Governo” piemontese dovrebbero essere un paio. La Lega, forte del risultato conseguito, potrebbe reclamarli entrambi. Uno dovrebbe essere quasi certamente l’attuale capogruppo in Consiglio comunale Matteo Marnati (che oltretutto non sarebbe obbligato a lasciare il suo seggio occupato a Palazzo Cabrino), il cui nome sarebbe stato “blindato” al momento del suo passo indietro, per lasciare spazio a Letizia Nicotra, all’ingresso nel “listino”. Proprio quello della referente novarese dei Giovani Padani sarebbe un nome alternativo circolato nelle ultime ore, magari con qualche delega particolare.

E poi ci sono le altre forze politiche “alleate” da accontentare, da Fratelli d’Italia a Forza Italia. Nel collegio di Novara non hanno eletto nessuno, ma complessivamente hanno portato acqua (cioè voti) al mulino di Cirio, con qualche risultato decisamente positivo come quelli ottenuti da Federico Binatti o da Massimo Marcassa. Entrambi sarebbero “papabili”, così come il partito di Giorgia Meloni starebbe puntando sull’assessore novarese Marina Chiarelli. Per Alberto Cirio, insomma, il lavoro non mancherà…

 

 

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