Opinioni

Teatro Coccia, adesso basta

È tempo che il sindaco assuma la responsabilità di una iniziativa forte per evitare che sia definitivamente dilapidato il patrimonio di credibilità che la Fondazione Teatro Coccia ha faticosamente ricostruito negli ultimi cinque anni

Le porte chiuse dell’aula del Consiglio Comunale – una sorta di inutile “foglia di fico” messa lì a mantenere la riunione della III commissione in una riservatezza soltanto virtuale – hanno segnato simbolicamente il punto di non ritorno, in una vicenda, quella della Fondazione Teatro Coccia che è ormai senza dubbio una delle peggiori pagine nere della storia recente di questa città.

Un passaggio in commissione che è stato un ennesimo giro di valzer, con le immancabili ricostruzioni alle quali aggiungere qualche tassello inedito, lasciando invariabilmente le cose come sono, senza trovare una via d’uscita. Un clima di tensione e di scontro sempre più palpabile, in cui le contrapposizioni sono incancrenite. Insomma un tunnel al termine del quale non si riesce ancora a vedere la luce.

Una situazione paradossale, in cui ormai il Teatro è scivolato via via sempre più sullo sfondo, con contorni sempre più sbiaditi. Quasi che l’oggetto dello scontro non conti più, ma sia rilevante solo lo scontro.

Ed è per questo che, come cittadini prima ancora che come giornalisti, crediamo sia giunto il tempo di dire basta.

Perchè, anche se i protagonisti della contesa sembrano quasi averlo dimenticato, sul tavolo non c’è una disputa accademica, ma c’è un teatro, che è un oggetto vivo intorno al quale si muovono passioni e desideri, dentro il quale lavorano persone che hanno speso tempo e fatica, in questi anni, per ricostruire un futuro possibile per la principale istituzione culturale della città.

E allora bisogna dire basta.

È chiaro che gli attuali vertici della Fondazione Teatro Coccia non sono in grado di esercitare il proprio ruolo di governo in modo condiviso ed efficace.

Di questo il sindaco, che li ha scelti e nominati, deve prendere atto con onestà. E attraverso gli strumenti che riterrà più opportuni, deve assumersi la responsabilità di voltare pagina, dando alla Fondazione una presidenza e un consiglio di amministrazione finalmente capaci di svolgere il proprio compito, al di là dei personalismi, delle fughe in avanti e delle cacce ai fantasmi.

È una scelta non più rinviabile. Ulteriori tracheggiamenti tattici rischierebbero solo di mettere seriamente a rischio il destino del Coccia.

Leggi anche:

Coccia, dalla commissione un altro nulla di fatto

 

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