Piergiorgio Elia Quartet

Ci sono momenti in cui il “nuovo” o almeno il “nuovo a tutti i costi” infastidisce. O almeno, “mi” infastidisce. Ci sono momenti in cui è bello rifugiarsi in letture consolatorie, luoghi conosciuti, visi noti o abitudini consolidate. Questo atteggiamento, forse un po’ pigro, ma certamente appagante, MI fa sentire al sicuro, mi dà un senso di protezione. E ieri sera è stato un po’ così all’Opificio, per il primo concerto di “Taset of Jazz” del 2020 con il “Piergiorgio Elia Quartet” una bella e solida formazione con Piergiorgio Elia saldamente al centro della scena, con il suo versatile e pacato sax, Mirko Puglisi al piano, raffinato e discreto, Alex Orciari al contrabbasso, solido e rigoroso e Roberto Paglieri alla batteria, contenuta e circoscritta. Così tanto per usare degli aggettivi che rendano l’idea di una bella serata di jazz. Pezzi originali del gruppo, alcuni tratti da “Prince of Persia”, primo lavoro discografico di Piergiorgio Elia e qualche classico, in una scaletta ben equilibrata. E’ inutile nascondersi dietro un dito, si sa che quando in una formazione c’è un sax e una personalità di  musicista solida e talentuosa, lo strumento fa la parte del leone e ogni tanto è bello persino abbandonare i tortuosi sentieri della sperimentazione e della ricerca a vantaggio della rilassatezza, del già conosciuto. Riprende così il programma vario e di grande qualità di “Taste of Jazz” all’Opificio Cucina & Bottega” che insieme a “Novara Jazz Winter” e “Aperitivo in Jazz” accompagneranno i novaresi per tutto l’inverno e la primavera fino alle soglie del “Novara Jazz festival”, consueto appuntamento della tarda primavera. Una “allegra macchina di pace” che non darà tregua ai novaresi, anche ai più “poltronosi”: non so se il termine si già presente nella enciclopedia Treccani, ma se non ci fosse occorrerebbe provvedere.

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