I am a fish

Piatto di pesce, giovedì 23 gennnaop all’Opificio, ormai divenuto il vero jazz club della città, con “I am a fish”, così hanno scelto di chiamarsi, in questa formazione diretta da Marco Carboni alla chitarra, Lorenzo Blardone alle tastiere, Gianluca Zanello al sax alto, Andrea Grossi al contrabbasso e Andrea Bruzzone alla batteria. Se di pesce si tratta, speriamo almeno si tratti di sardine. Comunque sia, il “pesce” risulta non solo molto digeribile, ma anche di ottima qualità.

 

 

Devo ammettere che in tutti questi anni di Novara Jazz, ho imparato ad apprezzare la chitarra elettrica in una formazione jazz cosa che, fino a qualche anno fa, mi risultava indigesta, con le sole eccezioni delle loro eminenze Django Reinhardt, Kenny Burrell, Bill Frisell, John Scofield, Franco Cerri e pochi altri. E invece, strada facendo, ho imparato ad apprezzarne gli inserti, i disturbi e le improvvise illuminazioni nell’ambito di set, jam sessions e persino assoli.

E Marco Carboni sembra davvero saper amalgamare bene questi giovani musicisti, anche con l’apporto di proprie composizioni come la magnifica “Ferrara” dedicata al vivo e colorato jazz club di quella città. Sempre intenso e appassionato il sax di Gianluca Zanello, con un sound newyorkese dinamico ed articolato, che si destreggia su un tessuto sonoro sicuro, sostenuto dal bel contrabbasso di Andrea Grossi e dal piano elettrico di Lorenzo Blardone; la batteria di Andrea Bruzzone merita un commento a sé, anzi il commento a sé lo merita il batterista, giovane e quanto mai espressivamente ispirato.

Piuttosto appassionanti i brani come “Mastro focaio” e “La maestra e il liutaio” quest’ultimo creazione originale di Andrea Grossi; molto articolato anche “Arrivederci” con il quale si chiude il concerto. Ma insieme alla freschezza dei brani, non si può tacere del ritorno all’Opificio, dopo qualche assenza (giustificata), di Mr. Corrado Beldì e Mr. Riccardo Cigolotti, che dopo le peregrinazioni cubane e cinesi, tornano in veste di novaresi dell’anno uscenti ad occuparsi delle loro passioni: come dice il proverbio, “prima il piacere, dopo il dovere”.

Corrado preannuncia qualche bella novità, che non posso svelarvi, ma qualcuna che posso rendere pubblica (anche perché pubblica lo è già), coma la mostra di Tania Bruguera, celebrata artista contemporanea al PAC di Milano nel prossimo mese di marzo; Tania Bruguera fu protagonista di una magnifica conferenza al Teatro Coccia nel mese di settembre in occasione della European Jazz Conference e sarà un piacere poter visitare la sua mostra.

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