Andrea Marchetti Quartet

Si intitola “Dear John” il progetto di Andrea Marchetti e del suo “Quartet”; con lui per “Taste of Jazz 2020” Federico Rubert al contrabbasso, Lorenzo Blardone al pianoforte, Nicola Tentorio alla batteria. John è John Coltrane, mostro sacro del jazz, a cavallo tra il “Bebop” e “Free”, ed ha fatto bene il quartetto novarese a dedicargli un omaggio con brani tratti da classici del jazz quali “Giant Steps”, “Impressions”, “Naima”, “A Love Supreme”. Certo che qualche rischio lo si corre, omaggiando un grande saxofonista come Coltrane con un quartetto senza il sax; eppure l’impresa sembra proprio riuscita: basta un poco di zucchero e la pillola va giù, come diceva Mary Poppins, e qui la pillola ce la confeziona benissimo Andrea Marchetti con la sua voce calda e avvolgente, i suoi modi garbati da “crooner”, che qualche volta non guastano affatto. Ma la questione non è solo esteriore, Andrea Marchetti sembra proprio “sentire” Coltrane e così per la sua band è facile seguirlo.

 

 

Gran bel tocco quello di Lorenzo Blardone al piano, la batteria algida e senza sbavature di Nicola Tentorio, e il contrabbasso, misurato ma appassionato e passionale di Federico Rubert. Insomma anche se con Andrea non ci sono McCoy Tiner, Elvin Jones e Steve Davis, questa sera all’Opificio si passano un paio d’oro di musica di gran classe, che si chiudono con il magnifico recitativo “Psalm” con al voce di Andrea Marchetti, ad invocare “L’angelo di Harlem che vede la verità dietro le bugie” di cui parlava Coltrane. Un’ occasione per festeggiare la “Notte di San Valentino”; anzi no, quella era un’altra cosa…

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