Incontri

Un novarese a New York, Riccardo Mele dall’hockey all’Onu

Il 21enne giocatore dell'Azzurra Hockey Novara, studente alla Liuc di Castellanza, ha vinto una borsa di studio che gli consentirà di diventare 'Ambasciatore' per una settimana al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite

Un novarese a New York. Uno Sting nostrano l’avrebbe forse messa in musica l’avventura che attende Riccardo Mele, prossimo in visita-studio al Palazzo di vetro dell’Onu. Mele, studente di professione, hockeysta per passione (gioca da quindici anni, gli ultimi sette nell’Azzurra Novara), ha infatti vinto una importante borsa di studio tramite un concorso su internet bandito dall’associazione ‘Diplomatici’.

“Perché non tentare, mi sono detto – spiega il giovane talento novarese – e così ho fatto. Procedura d’iscrizione compilata e invio. Il resto, a dire il vero, è stata una graditissima sorpresa”. Alla fine, unico novarese dei circa 2000 di 140 nazioni che vi hanno aderito, ce l’ha fatta. “Sì sono riuscito a vincere la borsa di studio che mi porterà a New York a fine di marzo”. Per il 21enne, studente al terzo anno presso Liuc Carlo Cattaneo di Castellanza, è l’occasione che da tempo attendeva. “Studio diritto internazionale, una materia che mi affascina da sempre. A New York completerò un percorso molto importante per la mia formazione. Insieme ad altri studenti verremo suddivisi in gruppi che avranno come obiettivo quello di studiare in lungo e in largo tutte le caratteristiche di un paese non di provenienza. Ci sarà così modo di studiarne gli usi, i costumi e le varie caratteristiche dell’ordinamento politico. Fatto questo ognuno dei ragazzi dovrà ‘simulare’ di essere un ambasciatore portando il suo contributo di idee, di punti di vista e anche di programmi per migliorare laddove pensasse sia necessario”.

 

 

Una condivisione stile tutti per uno, uno per tutti. “Il programma è denominato ‘Democrazia’ è si base proprio su questo principale aspetto. Il lavoro di gruppo privilegia la cooperazione, dimostrando il pensiero di ognuno per il bene comune”. Che vacanza studio ti aspetti? “Già poter mettere piedi a New York, oltretutto in un posto del genere credo non sia affare di tutti i giorni. La considero una grandissima opportunità, sarà sicuramente un arricchimento umano e personale non di poco conto. Il ruolo di ambasciatore, specie in determinati paesi, non è affatto facile. Mi metterò alla prova, vi dirò al mio ritorno”.

E con l’hockey come la mettiamo? “A fine marzo la stagione sarà già terminata e avrò tutto il tempo per dedicarmi a questo progetto. La maglia dell’Azzurra me la tengo comunque stretta anche per il prossimo campionato”.

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