Incontri Sport

Adawe Farhan, obiettivo Tokyo 2020

L'atleta della Nazionale Italiana paralimpica di atletica leggera, in forza all'Ashd Novara, fa il punto sulla stagione che porterà ai Mondiali di novembre. "Novara e Ashd mi hanno dato tutto, il mio impegno sarà massimo anche per loro"

Una sfida contro il destino, il sogno Tokyo 2020 da realizzare. Adawe Farhan, forte atleta dell’Ashd Novara nonché grande promessa dell’atletica paralimpica con all’attivo una paralimpiade e un bronzo europeo, ha da poco ricevuto un prestigioso riconoscimento in occasione della cerimonia ‘Che storia lo sport’ tenutasi a Torino presso Palazzo Lascaris. Un premio riservato al volto sano e pulito dello sport, un momento di riconoscimento ai suoi tanti meriti sportivi ottenuti negli ultimi anni. In attesa di conquistare i prossimi.

 

“Abito e mi alleno a Torino – spiega il giovane velocista – anche se posso e devo giustamente considerare Novara e soprattutto la società Ashd le mie seconde famiglie”. Adawe, di origini somale, ha ottenuto due anni fa la cittadinanza italiana e, di conseguenza, l’immediata possibilità di entrare a far parte della Nazionale paralimpica di atletica leggera. “Una grandissima soddisfazione, non nego che questa maglia azzurra la considero come fosse cucita addosso. L’anno scorso ho vinto gli europei a Berlino ma il mio sogno sono le Olimpiadi a Tokyo del prossimo anno”.

 

 

 

E così si sta preparando con dovizia di ogni particolare, senza tralasciarne nemmeno uno. “Perché a questi livelli non si può prescindere dalla perfezione. Gli avversari non ti aspettano”. Una lotta contro il tempo e un destino maledetto fin dalla nascita. “Sono nato con una malattia congenita, la carrozzella fa parte da sempre della mia vita. Affronto ogni giorno col sorriso, so cosa posso fare e dove migliorare. Bisogna sempre correre più veloci per non rimanere indietro”. Ogni giorno un bella routine. “Due ore, anche tre di allenamenti, dipende dalle gare che attendono. Frequento anche la scuola per diplomarmi operatore sanitario, quindi ne rimane poco libero per fare altro. Quando resta qualche momento libero mi riposo”. Col sogno Tokyo sempre presente e un mito da seguire. “Usain Bolt, un fenomeno dentro e fuori la pista. Un esempio da seguire, per me una vera guida per andare avanti sempre e comunque”.

A marzo partono i Regionali, poi via via tutti gli altri impegni della stagione. “Non vedo l’ora di iniziare. Tornare presto a Novara per rivedere i miei compagni e amici. L’Ashd ha fatto e sta facendo davvero tanto per me. Mi ha cresciuto sportivamente permettendomi di arrivare ai livelli attuali. Anche a loro devo il massimo impegno. A novembre ci saranno pure i Mondiali. Ancora non si sa se a Doha o a Dubai. Ma il posto conta poco, sarà importante esserci e io voglio arrivarci”.

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