Idee

Termometro e febbre, cultura e lavoro

Più giro il mondo e più, come tanti pensiamo e ci diciamo, ringrazio Dio di essere Italiano. Ma l’Italia nella quale molti di noi hanno la fortuna di abitare è il centro Nord. Questa banale considerazione- bastano  a sostenerla pochi e crescenti numeri del divario, dalla disoccupazione al Pil alla efficienza dei servizi – è tuttavia e davvero quella chiave per capire cosa sta succedendo. Quando milioni di Italiani, ovviamente non tutti stupidi, votano un partito che non si sa da chi è veramente diretto e con un candidato premier che invece si conosce benissimo (perché è noto che non ha fatto nulla di rilevante nella vita)  il problema non sono i 5 Stelle ma tutto quello che li ha creati. Prendersela con il termometro non guarisce la febbre.

Il benessere e la libertà si sa vanno assieme, ma solo grazie al lavoro  ed alla cultura che li rendono possibili. Ma se tutti, troppi, anche a Nord pensano che cultura e lavoro vengano dallo Stato, temo non funzioni. Questo modesto blog parla spesso di credito, economia e finanza, e sostiene che le banche italiane finite male non sono fallite per colpa della BCE o della Merkel. Ma per colpa di immoralità e ignoranza dei loro top manager. Analogamente, pensare che lavoro e cultura , e con loro il conseguente benessere, possano arrivare da riforme di legge è illusorio. Un Parlamento pur pieno di incompetenti ( e non solo fra i nuovi partiti..) per via della folle presunzione delle classi dirigenti di tutti i partiti, PD per primo, potrebbe paradossalmente essere irrilevante. Cultura e lavoro partono dalle persone, dalle famiglie e dalle imprese, piccole e grandi. Questo spiega anche buona parte del divario sociale in italia, perché le leggi principali sono le stesse e non risulta che Varese sia favorita rispetto a Trapani.

Ma se partiti dalla nobile tradizione democratica come il PD al sud hanno tollerato di tutto candidando gli incandidabili, non possiamo dare ogni colpa all’imbarazzante spocchia di Di Maio e del suo cappotto cammello.

Paradosso conclusivo: se crediamo nell’importanza delle persone, delle famiglie, dell’etica e della cultura, forse c’è speranza, perché questo in fondo prescinde dal Parlamento. La prova sono le migliaia di aziende e di Comuni Italiani che funzionano. Nonostante tutto.

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