Idee

Un nuovo paradigma in medicina

Siamo ormai abituati a considerare la nostra salute in relazione agli esami diagnostici che effettuiamo, ai farmaci che assumiamo e agli altri trattamenti cui siamo sottoposti. È sentire comune che fare di più in medicina aiuti sempre a guarire e migliori la qualità della vita, che tecnologie sempre più sofisticate possano risolvere ogni problema di salute, che l’innovazione porti sempre con sé dei miglioramenti.

Qualche anno fa, nel 2011, a Torino, un gruppo di medici e di altri professionisti della salute, tutti con lunga esperienza nel settore, ha deciso di fondare una nuova associazione aperta anche a pazienti e cittadini, per contrastare questi luoghi comuni e diffondere una diversa cultura della medicina e della salute: è così nata Slow Medicine (www.slowmedicine.it).

L’ispirazione è venuta ovviamente da Slow Food, l’importante associazione fondata da Carlo Petrini che promuove un cibo buono, pulito e giusto.

Le parole chiave che abbiamo scelto per Slow Medicine sono state: Sobria, Rispettosa e Giusta.

Una medicina Sobria, perché riconosce che in medicina non sempre fare di più significa fare meglio, e che troppo spesso si è influenzati, anche involontariamente, dagli enormi interessi economici e finanziari che gravitano nel settore e che inducono ad un consumo eccessivo di prestazioni sanitarie. Non si pone invece sufficiente attenzione all’equilibrio dell’ambiente e all’ecosistema dai quali la nostra salute dipende.

Una medicina Rispettosa, perché ascolta e rispetta le persone nei loro valori, preferenze, orientamenti. Il tempo della relazione con le persone va considerato a tutti gli effetti tempo di cura.

Una medicina Giusta, perché propone cure appropriate e promuove le corrette abitudini di vita che favoriscono la salute, come una regolare attività fisica e una sana alimentazione. Contrasta le disuguaglianze sociali e di salute e supera la frammentazione delle cure.

In tutti gli ambiti, Slow Medicine promuove una visione sistemica, che da un lato considera la persona nella sua interezza e non come un insieme di organi da curare, dall’altro promuove il superamento degli steccati tra diverse specialità e professionalità per lavorare con un approccio multidisciplinare.

E alla base di Slow Medicine c’è l’alleanza tra i medici e gli altri professionisti con i pazienti e i cittadini: il logo di Slow Medicine, rappresentato da due chioccioline che parlano tra loro, richiama l’importanza della loro relazione.

Va poi precisato che il termine “Slow” non è sinonimo di medicina lenta, ma richiama il concetto di medicina riflessiva, ponderata, che lascia il tempo al pensiero, al ragionamento e al giudizio. Elementi che oggi sembrano diventati superflui.

 

Articolo di
Sandra Vernero
medico chirurgo, cofondatore e vicepresidente Associazione Slow Medicine, coordinatore del progetto “Fare di più non significa fare meglio – Choosing Wisely Italy”

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