Idee

Scivolo

Come succede tante volte nella vita, capita che le persone amiche si perdano di vista. Ci si vede per tanto tempo, magari da giovani, poi ognuno di noi prende strade diverse. Ma accade altrettanto che un bel giorno vecchi amici ricompaiano in altre vesti, in altri tempi, in altri luoghi.

iovanni “Scivolo” Scivoletto faceva parte della mia prima o seconda vita. Ci conoscemmo in quella fucina di musica, idee, discussioni politiche e tante altre cose che era Radio Kabouter; credo fosse il 1978. Cosa ci accomunava? Niente. Io ero un integralista che si nutriva solo di musica classica antica e moderna e lui amava spaziare nel mondo incantato del pop e del rock.

 

 

Io ero molto concentrato sulla mia trasmissione di poesia, su Pasternak, Bloch, Esenin, lui si baloccava con Alberto Camerini e  Edoardo Bennato, io sapevo poco della musica “leggera” lui sapeva tutto. Scivolo era un simpatico e sapeva di esserlo. Era l’incarnazione della nascente figura del “DJ”: comunicativo, frizzante, ammiccante. Dopo  “Kabouter” continuò  la sua avventura a “Punto Radio 96”, con Fabrizio Berrini, nella sede di Via Conti di Biandrate dove lo vedevo sempre, ma proprio sempre, sorridente, dietro il vetro  della regia.

Quell’esperienza si trasformò per lui in una vera e propria professione. Poi per decenni e decenni non ci incontrammo, fino a quando non ricomparve davanti a me, in veste di genitore, al liceo dove lavoro. Fu davvero una grande gioia. Era lo “Scivolo” di sempre, simpatico, ironico, spensierato. L’ultima volta l’ho sentito al telefono. Sminuì la sua malattia, disse qualche battuta e promise di passare a salutarmi.

E invece, tocca me salutare lui e farlo per tutti i vecchi amici di quell’avventura meravigliosa che fu “Kabouter”. Non so se metterà i dischi per gli angeli del cielo, sono frasi che scriviamo per consolarci e per consolare. Io credo in Dio, ma anche nella potenza vivificatrice del ricordo e di lui ho un ricordo bello e pulito, di chi ha amato e fatto amare la vita. E vorrei ricordarlo proprio così, come nella foto, davanti al piatto di un giradischi e con quella “faccia da DJ”.

Ciao Scivolo…

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