Idee

Scimmia é chi scimmia fa

Si diceva delle curve.
Non molto meglio stanno quelli che fanno i versi da scimmia ai calciatori neri. I bu-bu-bu che erano già scemi trent’anni fa, figuriamoci adesso, ma che evidentemente sono ancora buoni per esaltare molti dei mononeuroni che popolano gli stadi. Tipo i bambini che dicono cacca a ripetizione perché questo li fa sentire grandi, solo che poi i bambini crescono, mentre a questi, evidentemente, gli si è inceppato qualcosa.
Intendiamoci, non è che se al calciatore multimilionario fai bu-bu-bu dagli spalti gli cambi la vita: lui continuerà ad essere multimilionario e tu continuerai ad essere il povero cristo frustrato che, in mancanza di meglio, si sente superiore perché ha la pelle chiara. Il punto non è l’atleta famoso, il punto è il principio.
Siccome lui è nero, tu ti senti in diritto di irriderlo in quanto scimmia. No, non fa ridere, fa schifo. No, non è innocua goliardia, è un segno di stupidità e di barbarie con pochi eguali. Un po’ come chiamare “mau-mau” chiunque abbia tratti asiatici, africani o sudamericani, stesso livello di idiozia, stessa nausea.
Eppure basta un po’ di coraggio. Prendi il campetto dove giocano due squadre di ragazzini: alle prime intemperanze razziste o violente dei genitori presenti sugli spalti si interrompe il gioco e si invita ad un comportamento civile e positivo, alla terza ammonizione, fine della partita e tutti sotto la doccia. Vittoria a tavolino a chi non ha trasceso, oppure a nessuno in caso di gazzarra. Con tanti saluti alle classifiche cui tanto tiene l’esercito degli aspiranti genitori-del-nuovo-Totti.
Qualcosa di simile lo ha fatto tal Igor Trocchia, allenatore del Pontisola (BG) che la scorsa primavera ha ritirato la sua squadra dal torneo regionale quando ha scoperto che uno dei suoi giocatori era stato insultato da un avversario per il colore della sua pelle. Il Presidente della Repubblica lo ha premiato con l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana ed è un gran bel segnale.
Fatte le debite proporzioni, lo stesso dovrebbe valere su su, fino alle squadre di A. Squadre ritirate e punizioni esemplari a quella la cui tifoseria ha dato il meglio di sé, diciamo così. E’ ora di piantarla di nascondersi dietro il dito delle dichiarazioni ufficiali che poi non portano mai a niente.
E comunque, a proposito di scimmie, è proprio chi tifa a suon di bu-bu-bu che dimostra di non aver fatto una gran strada sul percorso evolutivo. Parenti stretti, insomma.

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