Idee

Santiago, Italia

“Santiago, Italia” di Nanni Moretti è un film di rara intensità e lo è per un motivo semplice: non ha attori, ha protagonisti veri, i testimoni del colpo di Stato e dell’assassinio del presidente cileno Salvador Allende. Nanni Moretti lascia parlare loro, i testimoni, di questo commovente ricordo di quel drammatico settembre del 1973.

Lo ricordo bene, anch’io, quel giorno di settembre di molti anni fa e lo ricordo bene anche per il fatto che, a Novara, qualche giorno dopo ci fu una grande manifestazione di solidarietà col popolo cileno, la prima manifestazione a cui partecipai. I fatti sono noti: dopo essere stato democraticamente eletto nel 1970, col sostegno di un ampio schieramento di forze politiche della sinistra, Salvador Allende viene assassinato l’11 settembre del 1973 , a seguito di un golpe condotto dal generale Augusto Pinochet. Nei giorni successivi migliaia di persone furono arrestate, fatte sparire, torturate e assassinate. Un golpe fascista con tutti i crismi.

Molti cileni si rifugiarono nell’ambasciata italiana di Santiago del Cile, dove furono accolti e protetti. Sono loro la gran parte dei testimoni che raccontano quei drammatici giorni. Nanni Moretti rimette insieme un pezzo di storia e un pezzo della memoria della sinistra italiana che accolse questi esuli con solidarietà, partecipazione, affetto.

Allora non era ancora stato inventato il termine “buonista”, e nel racconto di questi esuli cileni c’è ancora tutta la riconoscenza per l’Italia e gli italiani che furono capaci di aiutarli, non solo “a casa loro”, ma anche “a casa nostra”. Sembrano passati mille anni da quando quella dolente umanità entrò nelle nostre vite e sembra persino di essere in un altro paese. Il ricordo corre ancora ai mesi e agli anni successivi, quando le bandiere cilene erano sempre presenti nei cortei e quando i concerti degli “lInti Illimani” riempivano i palazzi dello sport di tutta la penisola.

Oggi ci ritroviamo più egoisti, individualisti, incattiviti, aridi, come sottolinea anche uno degli esuli. Nel film una sola apparizione del regista (spesso anche attore nei suoi film), un’apparizione che vuol sancire la sua scelta di campo, quando intervistando il generale Eduardo Iturriaga, che reclama domande “imparziali”, Moretti precisa: “Io non sono imparziale…” Anche voi, se siete “imparziali”, potete tranquillamente non andare al cinema.

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