Idee

Il ritorno della nebbia

Non esiste Novara senza nebbia, è nel suo nome e nel suo destino.

Senza nebbia che avvolge la Città la separa dal mondo, la divide in altre città, in cui ci isoliamo.

Non sei di Novara se non ti nascondi nella nebbia, se non ritrovi a fatica qualcuno che come te ne è avvolto ed ecco ad un tratto ne esce fuori, lo distingui e lo riconosci come un figlio della nebbia.

La nebbia da cui ti sembra possa uscire da un momento all’altro una Legione dispersa di soldati romani con le loro Aquile come nel romanzo di Vassalli “Terre Selvagge, una pattuglia a cavallo dispersa dopo la battaglia della Bicocca come in un film di Blasetti.

La nebbia che avvolge le nostre menti, che riempie i nostri cuori novaresi, forse per questo sempre timidi, esitanti, dubbiosi, per non sapere che ci attende oltre e qualche volta sognatori e coraggioso proprio per non sapere che cosa ci attende oltre.

Dalla nebbia potrebbe emergere una nuova Novara, forse, chissà.

 

  1. E dalla nebbia delle reminiscenze scolastiche emerge la brumal Novara, con questo appellativo immortalata dal Carducci nella poesia Piemonte. Segno che anche nella mente di un toscano le nostre brume spesse erano l’elemento distintivo della nostra città, e, perché no, come giustamente propone l’articolo, della nostra personalità. Mi è piaciuta la riflessione tra la ponderatezza e il coraggio, in apparenza inconciliabili eppure entrambi possibili conseguenze del misterioso mondo della nebbia.

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