Idee

Quella borraccia che mi ricorda il thermos

È scoppiata la moda delle borracce, le borracce per portarsi dietro l’acqua fresca invece di acquistare le famigerate bottiglie di plastica non biodegradabili di difficile smaltimento.

Con i loghi di marche di successo, clubs, associazioni, sindacati, partiti, università e scuole, personalizzabili come si vuole, sono diventati un gadget cult dell’estate 2019.

Eppure per gli Over 50 le borracce ricordano tanto i thermos della nostra infanzia e giovinezza: in un Italia dove non esistevano tutti i bar e i caffè di oggi e i distributori automatici, che spesso funzionavano con gettoni di non sempre facile reperimento, non erano così diffusi e producevano un caffè ancora peggiore dei distributori di oggi, il thermos sembrava indispensabile.

Tutte le buone massaie ne riempivano uno di caffè, the o latte caldo in inverno per i lavoratori che affrontavano un viaggio in treno, bus, bici o un turno di lavoro magari notturno oppure partivano per una gita sulla neve o al mare d’estate e allora il thermos si riempiva di acqua, aranciata per tenerle fresche.

Le bottiglie delle bibite e dell’acqua erano tutte di vetro, le lattine di metallo erano ancora da venire ed era a rischio rottura portarle in uno zaino o portarle in treno. Il thermos era il naturale complemento delle borse termiche indispensabili in tempi di boom del picnic.

Anche allora facevano a gara ad omaggiarti di un thermos: per l’abbonamento ad un giornale o per associarsi all’Automobil Club, come per la borraccia oggi.

Siamo tornati a quell’Italia meno sprecona e più risparmiosa, l’Italia del thermos, oggi diremmo ‘sostenibile’.

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