Idee

Quei punti fermi dei cattolici in politica

C’è chi si è subito affrettato a parlare della nascita di un nuovo partito politico dei cattolici, evocando una nuova Dc come si è fatto tante volte.

In realtà se il Pd dovesse subire una nuova scissione è certo che la presenza dei cattolici democratici subirebbe una nuova fase di quel processo irreversibile di frantumazione che sembra non finire mai.

La realtà è che almeno due sono le prese di posizione importanti che negli  ultimi giorni hanno segnato un momento di testimonianza unitaria dei cattolici italiani rispetto alla politica.

Uno è il manifesto “Per l’Europa” sottoscritto dalla Cisl, dalle Acli, dalla Confcooperative, dall’Istituto Sturzo, dall’Azione Cattolica e da altre realtà associative cattoliche che esprime tutto il disagio  dei cattolici impegnati del nostro Paese rispetto al conflitto mai registratosi in precedenza fra il Governo e la maggioranza parlamentare che lo sostiene e le istituzioni europee. No a qualunque deriva antieuropeista, Si alla continuazione del processo di integrazione europea di cui l’Italia è sempre stato un protagonista convinto e deciso.

L’altro è la protesta forte e coraggiosa dei Vescovi, della Caritas nazionale e delle Caritas diocesane, di  tanto volontariato cattolico, contro il “Decreto Sicurezza” e i suoi esiti più inaccettabili sotto il profilo  umano e quindi cristiano: la fine della protezione umanitaria per decine di migliaia di persone, anche madri e bambini.

Quali saranno gli esiti anche sullo schieramento politico di queste prese di posizioni innanzitutto religiose e morali è presto per prevederlo. Ma è un fatto che qualcosa si stia muovendo.

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