Idee

Perché sia i NOTAV che i SITAV hanno fondamentalmente torto

Ecoalfabeta torna dopo lungo tempo e torna con un argomento caldissimo, cioè quello della linea ad alta velocità Torino-Lione.

Entrambi gli schieramenti hanno fondamentalmente torto perché stanno combattendo una guerra di religione senza senso, quando in vece la vera posta in gioco è la sostenibilità.

I NOTAV hanno ragione nello specifico quando affermano che (i) l’attuale linea ferroviaria è relativamente nuova e ampiamente sottoutilizzata, (ii) il commercio con la Francia su quella linea è in calo da anni e (ii) la concorrenza dei tunnel di base del Gottardo (aperto nel 2012) e del Brennero (previsto per il 2025) renderanno questa direttrice ancora meno appetibile. Faccio presente che scrivevo queste cose su Ecoalfabeta già nel 2006.

La grave colpa politica dei NOTAV è invece di non essere riusciti a trasformare questa battaglia prettamente locale in una battaglia generale per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile, ma di avere solo catalizzato altre battaglie localistiche contro progetti di ogni tipo, comprese le battaglie insensate, come contro le pale eoliche, i digestori di biogas e il mini-idroelettrico.

Detto altrimenti, come dovrebbero cambiare in meglio le nostre vite una volta fermate tutte queste opere? we would be in the same shit as always.

I SITAV hanno ragione nello specifico quando affermano che (I) queste battaglie per il no sono localistiche e non portano a nulla e (II) in questo modo in Italia si è fermato tutto. Hanno però torto quando per criticare chi dice no a tutto, dicono sì a tutto, comprese battaglie insensate, come quelle per nuove trivellazioni e nuove cementificazioni del territorio.

Per i motivi detti sopra, la TAV è l’ultima delle priorità per l’Italia, ma dire questo non serve a nulla; occorre sostenere in modo forte e deciso l’impegno per fare crescere le energie rinnovabili, ovunque e comunque, diffondere gli isolamenti termici per il risparmio energetico, promuovere l’economia circolare attraverso il recupero e il riciclo dei materiali. Lo stato precario (per usare un eufemismo) delle nostre infrastrutture stradali e ferroviarie ci dovrebbe inoltre suggerire di fare meno inaugurazioni e molta più manutenzione.

L’immagine di questo post ci ricorda che la vecchia battaglia europea contro l’energia nucleare non era solo per il no, perché al centro di adesivi e distintivi campeggiava un bel sole sorridente, simbolo delle energie rinnovabili.

Dobbiamo tornare a mettere al centro questo sole. Non è poi così difficile. Tutto il mondo lo sta già facendo. Anche da noi le rinnovabili stanno facendo un ottimo lavoro, solo che non ce ne accorgiamo.

  1. Paolo A. BONAZZI

    Non che la cosa sia importante….ma sono d’accordo solo a metà…la piazza di sabato era qualcosa di più. Ed a Roma lo hanno ben compreso. si Tav era solo un messaggio dei tanti, un esempio. La vera arrabbiatura della piazza era per gli incompetenti socio- psico cultu. Che non creano mai benesere.

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