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Perchè Catherine Deneuve ha torto

La storia è arcinota: da Hollywood è partita, finalmente, una slavina di denunce, prima nei confronti di un potentissimo produttore e poi di molti addetti ai lavori, compresi volti molto famosi e amati, da parte di donne e uomini che avevano vissuto esperienze di molestie sessuali più o meno violente, ma comunque traumatiche.

Grande impatto mediatico, grandi discussioni sui social, fino all’esternazione di Catherine Deneuve che, insieme a molte altre donne di spettacolo e cultura francesi, ha firmato una dichiarazione in cui si dice che la libertà di importunare con un corteggiamento anche maldestro è fondamentale per lo sviluppo delle relazioni umani e della libertà sessuale. Quindi, abbasso la caccia alle streghe, viva la libertà.

Letto così, non fa una grinza. Peccato che non tenga conto di alcuni aspetti fondamentali.

Intanto la definizione di molestia: è molestia sessuale un comportamento che metta in grave imbarazzo la persona che lo subisce. In altre parole, il collega che ti corteggia, magari in modo troppo insistente, può essere inopportuno, ma niente di più. Se però ti manda un selfie e a figura intera appena uscito dalla doccia, sì e non importa che quella sia “solo” una foto. Si tratta del superamento di un limite che si può superare solo se c’è accordo esplicito, crea imbarazzo ed è una molestia sessuale a tutti gli effetti.

Soprattutto, è molestia un comportamento mirato ad ottenere favori sessuali partendo da una posizione di potere, ovvero legando il futuro di chi lo subisce alla concessione dei favori medesimi. Se il collega di cui stavamo parlando è un nostro pari grado o quasi, non è molto probabile che l’eventuale rifiuto delle sue avances ci possa nuocere in modo significativo, ma se fosse il nostro capo, quell’insistenza sarebbe scivolosissima. Che tu sia un produttore di Hollywood o il capo di una piccola cooperativa di servizi, nulla ti vieta di corteggiare una tua dipendente, ma guai a te se usi il tuo potere come arma di ricatto o di vendetta.

Cara signora Deneuve, il problema delle molestie sessuali, soprattutto di quelle legate alla carriera e ai ricatti, è una faccenda serissima che è inaccettabile squalificare a livello di sciocchezzuola da rotocalco. Non è il corteggiamento che non va bene, è la mancanza di rispetto, l’incapacità di fermarsi di fronte a un no, è il pretendere. Non Le è mai capitato? Ottimo, ma a milioni di donne sì, succede ogni giorno, e il minimo che voi, signore evidentemente fortunate, dovreste fare è evitare di offrire sul vassoio una giustificazione a uomini che davvero non ne hanno bisogno. Il fatto che in America siano un po’ ipocriti e bacchettoni non è affatto una ragione sufficiente.

  1. PAolo Bonazzi

    Sbagliato il titolo, a mio parere, ma davvero acuto ed equilibrato il commento. Ed è opportuno stimolare dibattiti pacati su temi di attualità, laddove certe questioni, anzi molte, non si possono regolare con semplici slogan, battute o titoli a effetto. E’ una delle “visioni” alla base della nostra iniziativa editoriale. Saper discutere pro e contro e sfumature è un’opera di carità culturale della quale abbiamo bisogno! Non spetta agli editori – perlomeno ha chi ha una certa idea della stampa e dell’editoria – influenzare o commentare i blogger di un “loro” sito giornalistico, credo tuttavia che in questo caso un commento libero e spero delicato da parte mia sia accettabile e ci possa stare! Grazie e buona serata…

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