Idee

Omeopatia sociologica

Caro Direttore , ti rilancio alcuni pensieri di Francesco Cancellato su Linkiesta. Li ho trovati intelligenti.
“Un consiglio: quando i nodi arriveranno al pettine, quando questa manovra del cambiamento mostrerà davvero gli effetti che ha prodotto, non incolpate i mercati, l’Europa, i poteri forti, le cavallette, i giornalisti o il Pd del disastro. Incolpate voi stessi che l’avete prima voluta, poi difesa nel principio, che qualunque cosa andava bene purché si disobbedisse alle regole europee, purché si facesse qualcosa di diverso, purché si sperimentasse l’alternativa.No, non siete diversi da chi spera di guarire da un tumore con acqua e limone, o dall’influenza con l’omeopatia. Siete vittime del medesimo pensiero magico, della medesima convinzione, irrazionale e paranoica, che la soluzione sia semplice, che ci si possa salvare senza dolore e senza sacrifici, che le alternative ci siano precluse da chissà quali forze oscure che ci vogliono indebolire per controllarci meglio. Che l’Italia, alla fine, se la caverà sempre e comunque…”
Chiediamoci anche noi quanto contribuiamo allo spaccio di droga ideologica, di omeopatia sociologica, magari senza saperlo, nelle scuole e nelle aziende, nelle associazioni o in politica, ognuno al suo livello. Perché anche quando avalliamo analisi facili e  soluzioni che non urtano nessuno, quando ci dimentichiamo di far ragionare su doveri e competenze, senso di responsabilità ed operosità, quando per tutto diamo colpa al Governo o al Comune, ecco in quei casi spacciamo droga. Il c.d. disagio del ceto medio del quale tanto si parla è in parte figlio di una cultura sbagliata, diffusa e non contrastata. Una cultura che non parla più di doveri,competenza ed operosità. Questo Governo, ma non  è il primo…, sulla scuola, sulla cultura e sulle competenze del resto tace.  Gli stessi soldi promessi a vanvera per vellicare certo elettorato dovrebbero essere essere investiti su professori e studenti capaci e meritevoli. Ma non c’è nulla da fare, sono concetti che non passano, non bucano il video, non fanno audience. Una borghesia che non coltiva la scuola e non è più esempio di operosità e intraprendenza,  finisce per guardare con livore “chi c’è l’ha fatta”. E spiace constatarlo, ma proprio il sud lontano dall’Europa, da questo punto di vista è così tanto piccolo borghese….la sua classe dirigente che ridicolmente rivendica il mai conosciuto benessere e progresso dell’economia borbonica, dovrebbe studiare di più Cavour. Ed occuparsi meglio dei suoi poveri e dei suoi disoccupati. Che non sono affatto tali per  colpa del Governo, ma della presunzione culturale della borghesia del sud.  So di essere politicamente scorretto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati