Idee

Non solo italiani: francesi

Oggi tocca a loro, ai Francesi. Solo che c’è un problema. Frequento la Francia da quarant’anni, ci vengo due o più volte all’anno, giro meglio sul metro di Parigi che non su quello di Milano. Io i Francesi non li so giudicare. I buddisti dicono, che per vedere la bellezza di una montagna bisogna allontanarsi da essa per vederla meglio ed io dalla Francia e dai Francesi non mi sono mai allontanato troppo.

Però per non deludere le aspettative dei miei tanti ed immeritati lettori, non parlerò dei Francesi, ma di due in particolare Françoise e Patrick.

Chi sono? Sono vecchi amici. Loro sono i proprietari di “Aloasis” le “chambres d’hôtes” arrampicate sulla collina tra Grimaud Village e “Port Grimaud”, la creatura urbana di François Soerry, sul golfo, proprio di fronte alla mia amata St. Tropez. Loro più che i proprietari, sono ospiti. Sì sembrano essere una delle poche e raffinate coppie in vacanza qui.

Facciamo colazione con loro, chiacchieriamo, ci raccontano della loro vita e ci chiedono della nostra. Patrick zappetta sotto gli eucalipti e Françoise prepara marmellate. Vanno e vengono dalle spiagge, come qualsiasi altro ospite. Françoise è una parigina doc, quelle che secondo gli italiani “se la tirano”. Patrick è un belga con cittadinanza francese ma nato negli Stati Uniti, discreto, cordiale e genuino.

Per me me sono solo Françoise e Patrick, come quando in Italia sono in compagnia di due amici, non penso a loro in quanto “Italiani”, penso a loro in quanto amici. Hanno due figli, il primo lavora a Parigi nel mondo della finanza, il secondo vive a Montreal ed è un affermato pianista. Tenendo conto di questo, posso dire che con loro il momento più impegnativo della giornata è la prima colazione.

Eh già, perché nei posti raffinati, con gente raffinata, non si può parlare del più e del meno. No, ogni mattina Françoise e Patrick intavolano un argomento. Tra gli argomenti affrontati quest’anno: “Monsieur e Madame Macron: le jours à venir”, poi abbiamo parlato di “Lisbonne: une ville entre histoire et ocean”, ma anche “Rallentir la course de la Technologie?”, oggi: “Les mosaïques byzantins et la symbologie de l’Hibiscus”.

Ora, cercate di capirmi: io sono nato a Sant’Agabio e la colazione la facevo con il pane secco del giorno prima bagnato (pucciato), nel caffellatte mentre mia nonna Antonietta, tirava giù tutte le Madonne perché ci mettevo troppo tempo e la legna nella stufa si consumava. Adesso, cosa ci faccio io su una collina con vista sul golfo di St.Tropez mentre converso con un cittadino belga che vive in Francia, ma nato negli USA e una parigina della Butte-aux Cailles? Ah già, converso sulla simbologia dell’ibisco negli affreschi bizantini. Sì, se la tirano, ma a me piacciono così…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati

Sponsorizzato

La pubblicità su La Voce? PIù spendi più guadagni

La pubblicità su La Voce? Più spendi più guadagni

Lo sapevi che più pubblicità fai sul nostro quotidiano on line e sul nostro free press più guardagni? Da quest’anno, infatti, è stato approvato il cosiddetto Bonus Pubblicità che permette alle imprese, ai lavoratori autonomi e agli enti non commerciali di usufrire di un credito d’imposta in relazione agli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa. L’ammontare del beneficio Il credito d’imposta è pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati e, addirittura, del 90% nel caso si tratti di microimprese, piccole e medie imprese e start-up innovative.