Idee

Musica da film

Uno che di cinema la sapeva lunga, André Bazin scrisse in un famoso numero dei “Cahier du Cinema” che una macchina da presa in un film di carattere storico era fuori luogo. “Cosa ci fa qui?” scriveva il grande studioso di cinema francese.  In fondo anche della musica ci si potrebbe chiedere “cosa ci fa qui?”, invece ci sono film che sono tutt’uno con la loro colonna sonora. Le colonne sonore tuttavia non sembravano avere fino a qualche tempo fa una propria dignità, almeno non nel mondo delle musica cosiddetta “colta”. C’è qualcuno invece, come il Maestro Simone Pedroni che da un po’ di tempo sembra prenderci gusto ad intrattenere il pubblico con “musica da film”. Lo scorso anno presentò in veste di direttore d’orchestra ai suoi concittadini una memorabile colonna sonora, quella di “Star Wars”, quest’anno complice il novantesimo compleanno del Maestro Morricone, si è esibito al pianoforte  con un magnifico programma che comprendeva tutte le più celebri colonne sonore da “C’era una volta il West” a “Giù la testa” a “C’era una volta in America” passando per “Nuovo Cinema Paradiso”, “Mission” ed altre ancora. Accompagnato da un’eccezionale flautista come Sara Andon, ha incantato il foltissimo pubblico presente alla serata del Festival Cantelli organizzato dagli “Amici della musica”. Ma questo lo potreste leggere anche nelle pagine della cultura dei giornali locali e non. Prendendo spunto dalla musica, mi piacerebbe parlare di “sua maestà il caso” come chiamavano le coincidenze i surrealisti. In un mio sogno ricorrente che faccio sin da bambino, mi trovo ad abitare in Pearl Strett che, per chi non lo sapesse, è la via di Brooklyn dietro la quale si erge l’imponente sagoma del Manhattan Bridge nella celeberrima sequenza di “C’era una volta in America” di Sergio Leone. Ecco allora che le note di “Once upon Time in America” mi trafiggono direttamente il cuore. Ma le coincidenze non finiscono qui; “C’era una volta il West” è stato  il primo film a cui assistetti da solo seduto nella prima fila della platea di un cinema parrocchiale, esattamente come ieri sera ero seduto in prima fila all’Auditorium Fratelli Olivieri che in realtà prima di essere una splendida sala concerti, era la palestra della scuola media Duca d’Aosta dove frequentavo le lezioni di educazione fisica in terza media con altri ragazzi e ragazze; tra queste c’era Angela P., la mia prima fidanzatina che stasera, per un’altra strana e suggestiva coincidenza, è seduta a pochi metri da me. Forse aveva proprio ragione Ettore Borri nel presentare il suggestivo concerto quando ha detto che mentre è difficilissimo definire che cosa sia la musica, è facilissimo definire a cosa serva: a farci sognare.

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