Idee

Meglio l’assistenzialismo di una volta

Oggi con un ISEE che da’ diritto al reddito di cittadinanza si possono avere canoni agevolati per le case popolari, per le mense scolastiche e gli asili nido.

Se però chi gode di questi bonus in servizi percepisce anche il reddito di cittadinanza si potrà verificare il caso di lavoratori a basso reddito che avranno gli stessi benefici o minori di disoccupati che invece oltre ai benefici percepiranno anche il reddito di cittadinanza legato solo ad 8 ore di lavoro pubblico che però dovrà essere organizzato dal  Comune che ancora non si è attrezzato e ci metterà almeno alcuni mesi.

In una città come Novara è possibile che alla fine saltino fuori i posti di lavoro per la maggior parte di quanti godranno del reddito di cittadinanza ma in una città come Palermo, dove la disoccupazione supera il 40% e quella giovanile il 50% e le persone che possono richiedere il reddito di cittadinanza sono più di 100 Mila, è possibile che, nel giro di 18  mesi,saltino fuori altrettanti posti di lavoro, anche nel raggio di 250 chilometri da Palermo che poi coincide con zone della Calabria e della Campania ancora più afflitte dal dramma di un’altissima disoccupazione?

E dopo 18 mesi di reddito di cittadinanza sarà possibile togliere questo beneficio a queste persone, che potrebbero in gran parte rifiutare il trasferimento oltre i 250 chilometri, se non a prezzo di veri e propri scontri sociali?

A questo punto non si può non rimpiangere l’assistenzialismo di una volta: postini, bidelli, maestri con classi più ridotte, custodi di monumenti e chiese, Vigili Urbani, ferrovieri, tutti posti pubblici che lo Stato non crea più per non essere giudicato sprecone e appunto assistenzialista.

Erano meglio posti di lavoro anche se a bassa produttività che un reddito sganciato dal lavoro.

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