Idee

La tirannia degli animali

Tutto cominciò circa un anno fa quando un piccione si posò sul nostro balcone. Era magrino e un po’ emaciato. Lo vidi mentre stavo facendo colazione attraverso la finestra aperta. Mi fece tenerezza con quel suo capino mobile che sbirciava attraverso le imposte, quasi a voler chiedere qualcosa per sé. Presi una briciola di pane e gliela posai sulla pietra del balcone. Sembrava contento ma ancora affamato. Sbriciolai dell’altro pane e così anche lui fece colazione in quella giornata di fine agosto. Anche il giorno dopo il pennuto venne a farmi visita. Ne rimasi sorpreso: si era ricordato di me solo per qualche briciola di pane. Che tenerello.

Venne anche il terzo giorno. Anche il quarto. Verso i primi di settembre incominciò a farci visita anche verso il mezzogiorno. Del resto anche noi umani, pranziamo e quindi qualche briciola andava data anche a mezzodì. Stava a pochi passi da noi, consumava il suo piccolo pasto e se ne andava chissà dove. Era puntuale: alle sette e a mezzogiorno. Decidemmo di dargli un nome, si sarebbe chiamato Pic, diminutivo di piccione. Anzi il nome e cognome fu “Pic il piccione”. Presto prese l’abitudine di cenare con noi anche la sera.

Del resto l’uomo fa tre pasti al giorno, perché non dovrebbero farli anche gli animali? Giusto? Certo lo so, che i piccioni fanno la cacca, ma in fondo la faccio anch’io e il buon Dio mi sopporta lo stesso; so anche che un piccione porta altri piccioni e magari terrificanti malattie. Pic non portò altri compagni di merende, portò solo la sua fidanzata, la Pinella, che dall’autunno prese a frequentare anche lei lo stesso ristorante “Da Mario”. E così, ben presto la giornata cominciò ad essere scandita da tre momenti: la colazione (briciole di pane integrale sminuzzate), il pranzo (crackers o fette biscottate), cena (chicchi di riso o gallette). Il menù è vario e cambia anche durante le stagioni, in inverno avevo introdotto una dieta più calorica con del muesli contenente diversi cereali. Nel caso debba uscire per tutta la giornata, cerco di rispettare gli orari dei pasti, si sa che è opportuno consumare i pasti ad ore regolari, e loro sono molto regolari, anche di abitudini intestinali.

Ci sono però ottimi prodotti per pulire i balconi. Un giorno dell’inizio estate troviamo Pic abbattuto accanto ad un vaso di fiori, praticamente “spiaggiato”. Forse agonizzante, non riuscivo a capire bene. Cerco di rianimarlo, gli porgo dell’acqua e infatti poco dopo rieccolo vispo col suo glu-glu glu-glu. Si, perché dimenticavo di dirvi che alla 6 e 45 la sveglia non mi serve più, perché implacabili come la morte Pic e Pinella incominciano il concerto: glu-glu glu-glu e poi ancora glu-glu e glu-glu. Replica all’ora di pranzo: glu-glu-glu e poi ancora glu-glu-glu. Si ricomincia per la cena: glu-glu-glu-glu… Al sabato e alla domenica in casa ci comportiamo con circospezione: non parliamo, ci muoviamo a piedi scalzi, in inverno non accendiamo nessuna luce e nemmeno il riscaldamento, perché al minimo rumore, loro, che sono appostati sul balcone di fronte incominciano: glu-glu-glu e glu-glu-glu. Anche lo sciacquone del bagno sarebbe da evitare, così come aprire la porta per uscire…

Avevamo pensato ad una finta partenza per le vacanze insieme a loro e poi di abbandonarli sull’autostrada, tanto non essendo cani, ma solo piccioni, non si sarebbe scandalizzato nessuno, ma ci sembrava di difficile realizzazione. Ora però siamo davvero in serie difficoltà. Siamo barricati in casa da giorni, il cibo scarseggia, non vediamo quasi più, non tiriamo lo sciacquone del cesso da circa due mesi, se qualcuno legge questo appello, venga a salvarci! Pic e Pinella sono sul balcone di fronte, salvateci, ma senza far loro del male!

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