Idee

La solitudine del Ministro 

Dal blog Fuori di Cupola

Il Ministro Fioramonti si è dimesso da Ministro dell’Istruzione: quando si insediò affermo’ che se non avesse avuto almeno 3 miliardi di euro in più per l’Istruzione si sarebbe dimesso.

Per la prima volta un Ministro legava la sua permanenza alla guida del Ministero non ad una riforma o al fatto che non si facessero nuovi tagli al bilancio dell’istruzione ma al non aumento di fondi. L’aumento non c’è stato nemmeno parziale Fioramonti si è dimesso. È rarissimo che una persona che minacci di dimettersi, sopratutto, in politica poi lo faccia veramente.

Da questo punto di vista Fioramonti è encomiabile: promette una cosa e poi la fa. Non ci si può non fare però altre domande: quando lui aveva fatto questa promessa si era consultato e aveva concordato questa decisone anche con il suo Presidente del Consiglio, con i parlamentari del partito a cui appartiene , con i parlamentari della maggioranza che lo sostiene?

Sembrerebbe di no, l’aveva annunciato ai media ma il suo obiettivo era rimasto un personale e individuale obbiettivo senza che la maggioranza parlamentare lo condividesse. Era un obbiettivo suo ed è rimasto suo anche dopo che non è stato raggiunto.

La politica è capacità di essere onesti, competenti, credibili individualmente ma tutto ciò in una squadra, in un contesto, in un partito, in un governo condividendo gli obbiettivi e le scelte per raggiungerli, non basta la buona volontà individuale se non si riesce o non si vuole squadra, altrimenti è solo una testimonianza individuale spesso inefficace.

  1. Avatar
    Vito Rubino

    La condivisione vale, pero’, anche al contrario: puo’ darsi che il ministro Fioramonti, di fronte all’evidenza che – ad esempio – si trovano i fondi per continuare a far volare Alitalia e non si trovano per scuole e Universita’, abbia deciso che non c’era piu’ condivisione di vedute, e abbia dato le dimissioni. In questo senso la scelta mi sembrerebbe condivisibile.

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