Idee

La guerra (in)civile

Il vicesindaco di Trieste, uno di quelli col me ne frego sempre in tasca, ha annunciato tutto tronfio di aver trovato per strada delle coperte malconce e di averle buttate nel cassonetto. Ci ha anche tenuto a precisare che poi si è subito lavato le mani. Lui Trieste la vuole pulita, ha detto.

Al di là di ciò che uno può pensare di lui e dell’episodio, forse vale la pena di soffermarsi un attimo sul principio a monte, ovvero su quel me ne frego. Ok, la terminologia era cara a Mussolini, ma, per quanto aberrante, il punto non è questo. Il punto è che sono caduti anche gli ultimi argini morali. Un’autorità pubblica che fa il bullo sui social con gli stracci di un povero cristo ci sta dicendo che va bene prendersela coi deboli, ci sta dicendo che, in nome di obiettivi più o meno ridicoli (perché su quel tratto di strada stanotte un bianchissimo figlio della movida lascerà tracce del suo passaggio anche più maleodoranti) vale tutto, sta, in altre parole, assolvendo le nostre più basse pulsioni.

Ecco, il punto è proprio questo. Non ricordo chi, tanti anni fa, avesse detto che Berlusconi aveva tanto successo perché incarnava tutti i nostri peccati e li assolveva: un concetto tutto suo della legalità, donnaiolo impenitente, per non dir di peggio, truffaldino e sorridente, del tutto refrattario alle regole…in milioni ci si riconoscevano e in milioni aspiravano ad imitarlo. Berlusconi vendeva il proprio progetto di potere firmando contratti farlocchi in tv, promettendo di sconfiggere il cancro in tre anni e, in generale, facendo leva sui sogni. Oggi il progetto di potere, che ha tutt’altri connotati, passa attraverso gli incubi, la paura, la creazione di nemici ad ogni angolo, come in una sorta di evoluzione cupa dei venticinque anni passati.

In Italia come dovunque ci sia ancora democrazia, la scorciatoia della manipolazione in chiave rabbiosa è pressoché infallibile e porta ad un oceano di facile consenso, lo vediamo ad ogni sondaggio, ma sta trasformando la società in una specie di bestia schiumante che non conosce più vergogna e questo è qualcosa con cui faremo i conti per le generazioni a venire.

La strisciante guerra (in)civile fra egoismo cinico e decenza la stiamo già combattendo tutti, da una parte o dall’altra. Ovviamente quelli che giocano sporco vincono facile, ma la coscienza non muore, al massimo si ritira in disparte: tirar su la testa, guardare la realtà in faccia e scegliere di riscoprirsi umani è qualcosa che tutti possiamo fare in qualsiasi momento. Siamo sicuri che i nostri figli meritino di vivere in un mondo che si regge sul bullismo contro i deboli?

  1. Avatar
    Mario Chinello

    Ho quasi terminato

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