Idee

Il verde pubblico, una risorsa da proteggere e valorizzare

Partiamo da un concetto banale quanto fuori moda: non tutti gli aspetti della vita amministrativa di una città hanno a che fare con la partigianeria politica, anzi. Ad esempio il verde pubblico. I prati non crescono per far dispetto alla Lega o al PD, i rami non votano Cinque Stelle e per quanto si diano da fare tutti quanti, la fotosintesi clorofilliana va per la sua strada.

Detto questo, proviamo a ragionare. La manutenzione del verde cittadino costa, ovvero è legata direttamente alla quantità di denaro che l’amministrazione in carica può/sceglie di destinare allo scopo. In altre parole, “il quanto” è funzione della somma che per necessità o per scelta viene stanziata.

Ciò che invece non ha alcun legame con le risorse economiche disponibili è il “come”, ovvero la qualità del lavoro svolto, che dipende solo da una buona organizzazione di base e dalla competenza e professionalità degli operatori. Lavorare bene, fare interventi efficaci non costa di più e, anzi, si rivela fonte di risparmio nel medio e lungo termine.

È dovere di chi amministra assicurare alla città un polmone verde curato e sano. Se le finanze non consentono di fare di più, che ci si accerti quantomeno della qualità degli interventi svolti. Potare gli alberi come è stato fatto a Novara sia l’anno scorso che quest’anno, ad esempio, è insensato, dannoso per loro e pessimo anche per i cittadini, costretti a convivere con dei forchettoni spogli, tristi e del tutto inutili, in attesa di diventare anche pericolosi. Il verde non è una costosa fonte di scocciature, è una risorsa fondamentale e come tale va trattato. Da tutti, quindi anche dai cittadini, perché ciascuno di noi può fare molto tutti i giorni.

Come? Innanzitutto rispettandolo. Niente cartacce, mozziconi di sigarette o rifiuti lasciati in giro, men che meno in parchi e aiuole. Cestini usati come tali e mai come alternativa al cassonetto condominiale. Rispetto assoluto per i giochi dei bambini: lasciamo che li trovino come sarebbero piaciuti a noi quando avevamo la loro età. Niente vandalismi sulle panchine. Giù le mani dalle fontane. E poi, perché no, facciamoci  incuriosire almeno dalle piante che più comunemente vediamo intorno a noi. Per diventare “soci sostenitori” del verde cittadino basta poco e se si diventa amici, poi è più facile volersi bene.

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