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Il trucco della squadra di governo di Di Maio

Come è noto Luigi Di Maio, candidato Premier dei 5 Selle, ha inviato al Presidente della Repubblica, verso la fine della campagna elettorale, una lista con i Ministri che il Movimento 5 Stelle avrebbe voluto, in caso di vittoria, nominare nel nuovo Governo.

Il Presidente ha acquisito la lista senza nessun commento di nessun tipo: si trattava di un fatto assolutamente inedito e, probabilmente, incostituzionale poiché la Costituzione, flessibile in moti aspetti , prevede rigidamente che i Ministri vengano nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri che deve essere nominato sempre dal Presidente della Repubblica, sentiti i Presidenti delle Camere.

Allora Luigi Di Maio era solo un candidato, mai nominato dal Capo dello Stato e le nuove Camere erano ancora da eleggere.  La mossa era stata presa come una scelta abile di propaganda: dimostrare che i 5 Stelle avevano le idee chiare anche nel nominare persone di una certa levatura culturale tipo docenti universitari, generali, alti burocrati, tutti tecnici cioè persone che non avevano mai fatto politica prima, che non avevano ruoli direttivi fra i 5 Stelle, che non erano nemmeno grillini.

Ora è  però ancora più chiaro che cosa voleva fare Di Maio: ha nominato persone che si sapeva benissimo che non sarebbero stati Ministri, perché poi Di Maio avrebbe offerto gli incarichi di Ministro, anche i più importanti, agli alleati, cioè a quei Partiti indispensabili a raggiungere la maggioranza, erano persone estranee al Movimento 5 Stelle, che si potevano  togliere o mettere, senza problemi particolari, a patto che Di Maio fosse comunque il Premier.

Certo, tutto questo non è stato il massimo della trasparenza

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