Idee

Il tranello del salario minimo

In Italia si comincia a parlare sempre di più di fissare un salario minimo per legge: si parla di un salario minimo di nove euro, che potrebbero essere lordi o netti e la differenza non è da poco, che per gli imprenditori italiani sarebbero ancora troppi e per altri troppo pochi.

Non si capisce chi dovrebbe eventualmente stabilire che questo salario minimo sia poi sufficiente nel tempo o invece dovrebbe essere aumentato.

Qualcuno propone una commissione mista imprenditori/governo/sindacati e quindi dovrebbe esserci una trattativa e chi demanda genericamente al Governo.

I Sindacati si oppongono ad un salario fissato per legge dal Governo perché depotenzierebbe la contrattazione sindacale che già incontra molte difficoltà e propongono invece che, come già ha stabilito la Cassazione facendo giurisprudenza, si stabilisca per legge che il salario minimo sia quello fissato dai contratti nazionali di settore sottoscritti dalle principali organizzazioni imprenditoriali e sindacali di settore.

Oggi i contratti sindacali nazionali valgono anche per i non iscritti ai sindacati se il datore di lavoro aderisce all’organizzazione imprenditoriale. Se però il datore di lavoro non aderisce a nessuna Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Confagricoltura non è tenuto ad applicare i minimi del contratto nazionale tranne per il pagamento dei contributi previdenziali calcolati sui minimi contrattuali.

Sarebbe bene più che stabilire minimi astratti e universali legittimare la contrattazione sindacale. Infatti le condizioni di lavoro non sono solo il salario e lo stesso salario è condizionato da altri fattori: orario di lavoro minimo, straordinari, rimborsi di trasferta, buono pasto e mensa, welfare aziendale, formazione, ferie, pagamento per le festività, pagamento degli aumenti di produttività, partecipazione alla gestione delle aziende.

Si tratta di decidere se potenziare le relazioni Sindacato/aziende oppure continuare a puntare sull’individualismo e negare valore all’associazionismo e al dialogo sociale.

  1. Avatar
    maria grazia

    Forse voi siete troppo giovani, ma io ricordo che negli anni ruggenti del sindacato, che condizionava pesantemente la gestione aziendale, chi ha voluto togliere premi di produzione per la produttività, straordinari che venivano fatti volentieri dai dipendenti per arrotondare lo stipendio, sono stati proprio i sindacati, che non volevano sgobboni nell aziende (e io l’ho vissuto in prima persona) , i sindacati da noi davano protezione ai piu’ fannulloni e anche ai piu’ ladri (protetti perchè iscritti al sindacato) , con complicità degli allora “Pretori del Lavoro” . Chiedete a chi c’era. Adesso è un po’ tardi per accorgersi dello sfacelo. Grazie per l’attenzione

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