Idee

Il più bello spettacolo del mondo

Con l’inizio dell’anno scolastico si ripropongono le solite litanie sulla mancanza di insegnanti, il famoso “balletto” degli insegnanti, ancora più famoso del “Lago dei Cigni”.  Senza troppi giri di parole e troppi dettagli vi spiego perché accade tutto ciò attraverso un paragone sportivo. Poniamo che l’Inter (o la Juve, la Roma ecc.),  avesse nella rosa dei suoi giocatori 30 elementi dei quali 11 scendono in campo alla domenica e i restanti 19 si suddividerebbero più o meno così: 8 in panchina come riserve e gli altri 11 nella disponibilità della squadra, ma seduti in tribuna. Nei giorni precedenti la partita l’allenatore sceglie la squadra che va in campo e le riserve. Se l’allenatore vedesse un giocatore abbattuto perché mollato dalla fidanzata o perché un tatuaggio si è sbiadito, come un buon padre di famiglia, non lo convocherebbe e al suo posto farebbe scendere in campo una riserva e rimpiazzerebbe la riserva con un altro giocatore della “rosa”. Se poi durante la partita, un giocatore prendesse un calcione negli zebedei, l’allenatore lo sostituirebbe con uno dagli zebedei sani o più forti attingendo dalla panchina. Veniamo alla scuola. Se un preside il primo giorno di settembre (data in cui i trasferimenti divengono effettivi), si accorge che mancano 10 insegnanti, attinge alle famigerate “graduatorie”. Le “graduatorie” sono un po’ come le “panchine” delle squadre di calcio. Solo che nella panchina ci sono 174.000 riserve. E c’è anche un altro piccolo particolare: le panchine sono tante e non tutte nello stesso stadio, anzi nemmeno nella stessa città, per essere più precisi, nemmeno nella stessa provincia e neanche nella stessa regione. E questo sarebbe niente se, una volta chiamati i primi 10 della graduatoria, questi, visto che hanno chiesto di far parte di una graduatoria, accettassero di scendere in campo (ovvero salire in cattedra). No, niente di tutto questo. Di solito i primi 10 dicono di no. Ma anche i successivi 10, e anche i 3.000-4.000 che seguono. Perché rispondono di no? Qualcuno gioca già in un altra squadra (scuola), che lo ha chiamato prima e,  non si può pretendere dal ministero che in epoca di informatica, si possa avere questa informazione in “tempo reale”. Qualcuno valuta l’offerta ma decide che Benevento o Enna sono troppo lontani da San Siro dove gioca l’Inter (ovvero la cattedra è a Milano e io sto a Foggia). Altri sono andati a lavorare ad Amazon ma non l’hanno comunicato al ministero, qualcuna è incinta. Anzi no, quelle incinte accettano di scendere in campo e una volta infilata la maglia del centravanti dichiarano di essere incinte e quindi prendono lo stipendio e restano a casa loro. Intanto la partita è iniziata e l’Inter gioca in 7 anziché in 11. Voi penserete che dopo aver rifiutato il posto in prima squadra, queste riserve vengano cacciate dalla rosa della squadra. Sbagliato, verranno chiamate anche l’anno prossimo e magari diranno di no anche l’anno prossimo. Ma chi se ne frega, il calcio resta sempre il più bel spettacolo del mondo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati