Idee

Il nazismo della porta accanto

Solo in Italia ci può essere un’interpretazione della Costituzione e della legge Scelba che proibiscono la ricostituzione del partito fascista che permettono però ad un partito nazionalsocialista di presentarsi alle elezioni, è accaduto nella vicina Belgirate, ed eleggere due consiglieri con pochissimi voti grazie al meccanismo che tutela le minoranze nei piccoli Comuni.

È palese che il nazismo è nato dal Fascismo italiano, Hitler considerò Mussolini il suo maestro, aveva in comune quasi tutto: dal razzismo all’antisemitismo, dal disprezzo verso la democrazia alla volontà totalitaria, dal culto del duce o fuhrer a quello per i sindacati, le libertà civili, il pluralismo sociale ed educativo, il primato assoluto dello Stato e del partito sullo Stato.

 

 

Ora scopriamo che nazista può essere anche la casalinga di Voghera che all’insaputa del marito, che le vorrebbe dare molte mazzate (ma poi sarebbe accusato lui), partecipa addirittura ad un raduno neonazista europeo a Lisbona, volando senza passaporto e con il low cost grazie all’Europa, facendosi tatuare un’orribile aquila nazista sulle spalle.

Fin qui saremmo nel ridicolo, nel grottesco, nel cattivo gusto ma quando nelle case di questa brava gente scopri pistole, fucili, asce, pugni di ferro, mazze, bastoni, e poi vieni a sapere che il loro consulente è un camorrista che li aiutava a organizzare un attentato con il plastico allora usciamo dal negazionismo per entrare in tragedie che solo la professionalità della Polizia di Stato è riuscita ad evitarci, ripiombandoci in una stagione della nostra storia, cadono in questi giorni i cinquanta anni da Piazza Fontana, che vorremmo proprio non vedere mai più noi e le generazioni che, fortunatamente, non l’hanno conosciuta.

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