Idee

Il guardone

I più classici ed archetipici erano quelli dei parchi. Si nascondevano dietro agli alberi oppure si mimetizzavano tra le frasche. Il loro oggetto d’interesse erano le coppiette sedute sulle panchine più fuori mano, per lo più adolescenti, ma anche qualche coppia irregolare. A loro bastava poco per godere del gusto del proibito: qualche effusione, qualche palpatina dei due amanti. La versione più professionale del guardone, quella “premium”, si direbbe oggi, è certamente quella del guardone da campagna (dalle mie parti si direbbe “da camporella”). Questo è un professionista, si acquatta tra i cespugli e le verzure e da lì, magari munito di binocolo o cannocchiale compie una vera e propria esplorazione delle attività sessuali di coppie infrattate nei boschi, in auto o sui greti dei fiumi. Ma c’è anche una versione soft del guardone; oserei dire una versione casalinga. Potremmo chiamarlo/la guardone/a da portineria, in quanto  il principale scopo di vita dei portinai di un tempo era spiare il prossimo, registrarne tutti i movimenti e le compagnie frequentate. Perché i guardoni guardano? Beh difficile a dirsi, principalmente per la predilezione a farsi gli affari altrui anziché badare unicamente ai propri, ma non si tratta di una risposta pienamente soddisfacente. Probabilmente “guardare altrove” è una caratteristica dell’essere umano, in fondo anche guardare un quadro o leggere un romanzo, è interessarsi dei fatti altrui e in fondo solo l’eremita non si interessa dei fatti altrui, poiché monaci e suore di clausura, pregando, in fondo in fondo, anch’essi pensano al loro prossimo. Ma naturalmente tutto questo riguardava più il passato che il presente, poiché oggi il guardone, il curioso, lo spione prediligono altri mezzi. E allora dove trovare il guardone 2.0 o il portinaio telematico? Semplice: su Facebook. Il social è oggi il suo terreno di caccia d’elezione. Dove meglio che su Facebook ci si può fare i fatti degli altri, con il grande vantaggio di essere  a posto con la coscienza, visto che sono proprio gli altri a dare al guardone materiale di prima mano? Un po’ come se la coppietta amorosa dicesse al guardone: “Ehi tu, guardone, ti avvisiamo che stasera dalla 21 alle 22 saremo alla Villa Comunale sull’ultima panchina vicino al cancello a limonare e a palparci…” Insomma gli utenti di Facebook si dividono in due grandi categorie: gli attivi e i passivi. Diciamo che se due terzi degli utenti è annoverabile tra gli “attivi”, cioè coloro che pubblicano scritti, foto, video, almeno un terzo è sicuramente composta da “passivi”, cioè incorreggibili guardoni che hanno scoperto che è molto più comodo spiare dal proprio divano che non da un umido parco o da dietro le persiane di casa propria. Vi è poi una quota residuale di “attivi-passivi” che pubblica e guarda allo stesso tempo, ma si tratta di dilettanti non degni di nota…

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