Idee

Il gioco delle coppie

Avevo intenzione di andare a vedere il film che ha vinto l’ultimo Festival del Cinema di Venezia, ma non è stato possibile. A Milano è relegato in due sole piccole sale, dopo che me lo sono perso all’Anteo Città del Cinema in zona “Garibaldi”. A Novara? Beh a Novara nemmeno a parlarne, il panorama cittadino del cinema di qualità è sempre meno attraente.

Devo però ammettere che all’Anteo la scelta è  piuttosto variegata.  Avrei potuto scegliere tra “Van Gogh” di Julian Schnabel,  “Santiago, Italia” di Nanni Moretti ed altri film di buona qualità. Ho optato, anche per far contenta mia moglie, per “Il gioco delle coppie” orripilante traduzione di “Non finction” di Olivier Assayas. Un film divertente senza essere stupido. Magari un film che fa un po’ troppo il verso al cinema francese “di parola”, quello di Rohmer, quello di Truffaut, di Resnais, di Rivette e tanti altri. La vicenda vede un editore, Alain che tradisce la moglie Selena con la sua assistente. Dall’altra parte uno scrittore, Leonard, che tradisce a sua volta la moglie con la stessa Selena, moglie del suo editore.

 

 

Ma paradossalmente tutti questi intrecci sono dei particolari, poiché il nocciolo vero del film è la scrittura o meglio, la scrittura nell’epoca del Web. Spariranno i libri? Sparirà l’editoria tradizionale? Con l’avvento di Internet, si legge di meno e si scrive di più? È corretto quanto afferma Alain quando dice che “viviamo nelle civiltà della scrittura”? Tematiche complesse, senza risposte soddisfacenti, forse senza risposte tout court. In effetti non c’è sequenza del film dove non siano protagonisti i “nuovi” strumenti di comunicazione siano esso smartphone, tablet o computers. Se pensate di trovare una risposta in questo gradevole filmetto, avete sbagliato indirizzo, anche se qualche germe di novità nella sceneggiatura e nei dialoghi c’è e si sente. Peccato che Assayas creda di essere Rohmer;  non bastano uno scrittore depresso e prevedibile, un editore fascinoso e disincantato, un paio di librerie piene di “Gallimard-Pléiade” per mettere in piedi una versione rivistitata e corretta della “Nouvelle Vague”.163

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Consigliati