Idee

Il giardino di Palazzo Natta

Se andiamo a leggere nel sito della ATL (Azienda Turistica Locale) della Provincia di Novara, sotto la voce Palazzo Natta, sede della Provincia e della Prefettura, dopo alcune note storiche e artistiche sul palazzo, si legge: <<… Al primo piano sono visibili affreschi dei pittori De Giorgi e Rizzotti. Di particolare pregio il giardino, che ha subito un restauro conservativo nel 1998. Al centro, si trova una bella fontana in marmo rosa di Baveno, mentre una grande esedra modanata di gusto settecentesco – eseguita in piccoli sassolini bianchi e neri, che può ricordare i ‘rocaille’ (presenti nelle grotte dei giardini dell’isola Bella) – chiude sul fondo del giardino e inquadra un trompe-l’oeil, non perfettamente leggibile. Da segnalare, inoltre, alcune essenze botaniche di raro pregio quali ad esempio un bicentenario Taxusbacatum>>.

Molto interessante. Certo il trompe-l’oeil ‘non perfettamente leggibile’ va tradotto con un ‘cade a pezzi’, così come la ‘bella fontana’ è in realtà tutta sbrecciata e mal ridotta e i sassolini bianchi e neri dell’esedra non sono che un lontano ricordo.

Tuttavia, il giardino è suggestivo e credo che il torto maggiore che i cittadini novaresi stiano subendo,  non sia tanto le condizioni non perfette in cui versa, ma il fatto che il giardino sia chiuso, invisibile, sbarrato. Solo in qualche circostanza i cittadini possono accedere a questa piccola meraviglia vegetale nel pieno centro della città, per esempio durante il festival di ‘Novara Jazz’ o in pochissime altre circostanze.

E’ un modo di intendere la ‘cosa pubblica’ superato. Se molti nostri palazzi,  a cominciare dal Quirinale, sono denominati come ‘Casa degli italiani’, con l’intento di farli sentire parte della nostra comunità di beni oltre che di idee e tradizioni, è giusto che non si tratti solo di affermazioni simboliche o retoriche, ma che questi beni vengano resi accessibili alla cittadinanza.

L’oasi verde di Palazzo Natta, sarebbe un vero giardino-gioiello che andrebbe restituito alla fruizione di passanti, cittadini, turisti. A Parigi la sindaca Anne Hidalgo ha da tempo intrapreso un’operazione di restituzione di piccoli spazi verdi alla cittadinanza, per esempio nel quartiere del Marais,  sono nati piccoli orti di erbe aromatiche, cortiletti e ‘passages’ con deliziose aiuole, qualche panchina e zampilli d’acqua.

Novara ha altri spazi verdi che dovrebbero essere resi agibili,  penso per esempio al giardinetto dinnanzi alla ex Intendenza di Finanza o il cortile del Museo Faraggiana; così come la Curia (e qui il discorso si fa più complesso), dovrebbe rendere agibile il giardino del Vescovado. Si tratta di un modo civile ed elegante di far sentire i cittadini come ‘padroni in casa loro’, visto che siamo in tempi di facili slogan.

Attendo un segnale, è chiedere troppo?

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