Idee

Il comune senso del ridicolo

Certo, sarebbe bello se l’Italia non parlasse di Novara solo e sempre per via di qualche alzata d’ingegno discutibile, ma non è questo l’aspetto più rilevante del regolamento di polizia urbana recentemente approvato in Consiglio Comunale. Il vero problema è che si tratta in gran parte di norme talmente vaghe da poter implicare tutto e niente: se considerate alla lettera, molte di esse sono inapplicabili, quindi la discrezionalità diventa inevitabile, con tutte le implicazioni e i rischi del caso.

Chi decide che cosa offenda il comune senso del pudore, ad esempio? Poi si potrebbe anche discutere di cosa sia il senso del pudore e quale accezione sia definibile come “comune”, ma è un’altra storia. Perché era necessario inserire una norma così lunare? Enti ed istituzioni hanno regolamenti ben precisi in merito all’abbigliamento di chi li frequenta e, no, non è vero che, ad oggi, è tecnicamente possibile andare a teatro in costume da bagno, come invece è stato rilevato. Quindi, perché?

C’è poi tutta la normativa sulla sosta in luogo pubblico, per cui, alla lettera, nemmeno due mamme che si incontrano con i rispettivi passeggini possono fermarsi a chiacchierare perché questo rischia di configurarsi come ostruzione del passaggio. E che dire poi dei divieti di orinare in strada o di “usare” le fontane cittadine per scopi impropri: chi trasgredisce sta sempre ben attento a non farsi vedere, quindi le probabilità di riuscire a comminare le multe dovute sono molto, molto basse, regolamento o non regolamento.

Quindi, di nuovo, perché? Perché scriverlo così? Lo ha spiegato ieri in radio il Sindaco: nel mirino ci sono i negozi ed i locali etnici. La cosa non sorprende, diciamo, ma…e gli italiani? E i bar, i locali i cui avventori riempiono marciapiedi ed aree circostanti? No, loro hanno il dehors e non avranno problemi, ha detto. Tutto chiaro, no? Magari un filino opinabile, ma chiaro… E invece no, non è chiaro neanche un po’.

Perché qualunque sia l’intento reale, lì ci sono delle norme che riguardano ciascuno di noi e ciascuno di noi ha il diritto di conoscere con esattezza cosa sia permesso e cosa no. Posso stare in piedi sotto i portici con gli amici e il mio bel cocktail o no? Dipende dal fatto che il locale è italiano? E se domani i gestori del locale fanno arrabbiare un assessore e arrivano grane per tutti? E ancora, posso fare un pic nic sulla panchina oppure no? Da cosa dipende? Dal colore della mia pelle? Dalla nazionalità? Da cosa? E le bibite in bottiglia…se compro una bottiglietta di Coca Cola dal panettiere non va bene, ma se compro una lattina di birra sì?

Comunque uno la pensi sui massimi sistemi e anche sulla giunta cittadina, questo regolamento è un contenitore pieno di fumo e quindi di insidie affidate tutte e solo alla discrezionalità di chi sarà chiamato ad applicarlo. Pericoloso e molto scorretto verso tutti e verso ciascuno. Mi verrebbe anche un altro aggettivo, ma se ne abusa e parlarne serve a poco. Evidentemente la gente deve sbatterci la faccia contro. Auguri.

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    Paolo Bonazzi

    Al novarese medio piace così…Novara ha un orgoglio provinciale non giustificato dla sua storia. Non siamo Parma Verona o Mantova. Anche veneziani e fiorentini sono orgogliosi, ma almeno stanno a Venezia e Firenze. Questo rende ridicola Novara. Sorry

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