Idee

Henry Cartier Bresson, Pérégrination en Europe

Mi incammino per la Rue des Archives sempre con lo stesso stato d’animo di quando passeggio nel Marais, con il desiderio della scoperta discreta senza grandi sorprese, con l’emozione controllata che dànno le cose raffinate e la Fondation Cartier-Bresson, completamente rinnovata, è una di quelle scoperte. Due le mostre presenti, una su Herny-Cartier Bresson stesso (che sarà ospite fisso delle ultime due sale), ed una sul grandissimo fotografo americano Wright Morris.

 

 

 

L’omaggio al fotografo francese si intitola (un po’ banalmente) “Pérégrination  en Europe” e raccoglie alcune tra le fotografie più celebri dell’artista. Del resto il viaggio ci fu e ad accompagnare Henry Cartier-Bresson fu lo scrittore André Pieyre de Mandiargues  con il quale visitò il Belgio, la Germania, la Polonia, l’Ungheria. Un giovanissimo Cartier-Bresson, al volante di Buick d’occasione e armato di una vecchia Krauss, incomincia ad indagare nell’insolito quotidiano del Nord Europa e dell’Europa dell’Est.

Tutto è stato scritto della e sulla sua fotografia, tanto che cercare si essere originali scrivendo di lui diventa un’impresa disperata. Ma la mostra raccoglie anche le foto di altri celebri viaggi del grande maestro, come quelli  in Italia e Spagna, con altri due compagni di viaggio: l’eccentrica artista Leonor Fini e la sua Leica, “en bois à plaques de verre”. La Leica lo accompagnerà anche in Italia dove scatterà in Abruzzo e in Toscana, fotografie divenute celeberrime.

Guardare queste fotografie è come passeggiare nella Stanza della Segnatura, affrescata da Raffaello o volgere lo sguardo verso il Veronese delle “Nozze di Cana”: è la silente emozione del “classico”, tanto sono note queste opere e nelle quali tanto ancora c’è da scoprire. Il suo è il primo sguardo incantato della storia della fotografia moderna e, se per me è difficile pensare alla sua fotografia senza gli scorci urbani e i personaggi degli anni Trenta, mi è assolutamente impossibile pensare agli anni Trenta senza la sua fotografia.

Se passate da Marais, non sprecate il tempo a scattarne di vostre.

Parigi, agosto 2019

 

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