Idee

FICO! La vetrina delle filiere e dell’eccellenza alimentari italiane per il mondo

«Nel mondo ogni cinque minuti un piatto di spaghetti viene servito come contorno» sta scritto sulle maglie degli operatori che servono la pasta di Gragnano a FICO, la Fabbrica Italiana COntadina, il parco agroalimentare più grande del mondo, che ha da poco aperto le porte a Bologna.

La battuta sugli spaghetti male usati come contorno ci aiuta a capire quanto sia importante un luogo come questo per spiegare a tutto il mondo l’eccellenza agroalimentare italiana.

FICO è nato dal recupero dell’area parzialmente dismessa del CAAB, centro agroalimentare di Bologna, in zona fiera. Comprende due ettari di terreno all’aperto con fattorie e campi didattici con i più importanti cultivar italiani e sei ettari coperti con sei aree espositive (le “giostre”), 40 mini-stabilimenti di trasformazione dei prodotti e aree di ristorazione tematiche. I tetti ospitano un parco fotovoltaico da 16 MW.

L’ingresso è gratuito ed è possibile spostarsi all’interno con biciclette dotate di carrelli per la spesa. I prodotti in vendita non sono certo economici, ma sono tutti di altissima qualità.

La ristorazione (per essere gentili) ha invece ampi spazi di miglioramento: ho studiato molti menu e cenato presso uno stand e credo che l’offerta potrebbe essere un po’ più sfiziosa e rappresentativa delle eccellenze italiane.

Come tutti i progetti innovativi, e come tutti le iniziative che coinvolgono Eataly, FICO è stata oggetto di lodi e di critiche. Il suo principale valore sta secondo me nel legame che cerca di stabilire tra la terra e la tavola e nell’essere l’unica vetrina dell’agroalimentare italiano, dopo che Milano non ha saputo fare di Expo (o almeno di una sua parte) una mostra permanente del cibo.

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